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Eurosinistra a picco

Tonfo di Sánchez in Aragona, Pp e Vox adesso puntano al governo

I popolari tengono, balzo della destra alle regionali. Ma in Portogallo il socialista vince al ballottaggio

E sui migranti Sanchez sposa l'"opzione Albania" dopo aver criticato le scelte di Palazzo Chigi

Ciclone Vox in Aragona, le elezioni regionali spagnole come anticamera alle nazionali? Il Partito popolare vince "nell'Ohio di Spagna", anche se in calo, mentre Vox raddoppia i consensi. Così il centrodestra iberico si candida a raccogliere il testimone del dopo-Sanchez (nella foto) già ufficialmente iniziato sia per via di sondaggi che danno Pp e la destra di Abascal in grado di conquistare la maggioranza assoluta in Parlamento, sia per i numerosi scandali giudiziari che hanno coinvolto Begona, moglie del premier, suo fratello e tre maggiori dirigenti del Psoe arrestati per corruzione.

Dal 1977 a oggi è sempre stato così: chi ha vinto nella regione aragonese si è poi aggiudicato anche le elezioni nazionali, come accade nello stato americano. Il centrodestra lavora in questa direzione, anche perché il partito socialista scende al suo minimo storico: dal 29,5 passa al 24,5%, perdendo 5 dei 23 seggi detenuti nella legislatura precedente, fuori dal parlamento finisce Podemos, mentre Vox raddoppia gli scranni, da 7 a 14: è la formazione di Santi Abascal che sta trainando la coalizione in questa remuntada ai danni di Sanchez, anche perché nell'immaginario collettivo l'esponente di destra è visto come il nuovo che avanza.

Alle precedenti elezioni politiche, infatti, Sanchez era giunto secondo dietro il leader popolare Feijoo, ma a causa di una legge elettorale contorta era riuscito a diventare premier alleandosi con il resto del centrosinistra e soprattutto grazie ai voti dei separatisti di Carles Puidgemont, "convinti" ad appoggiare la maggioranza Sanchez grazie all'amnistia per i capi catalani. Oggi i nodi giungono al pettine, con interi quartieri popolari che non votano più la sinistra che è al governo con Sanchez, ma la destra sociale di Vox che annuncia: "Vogliamo governare, dobbiamo avere responsabilità molto chiare, con bilanci trasparenti". Il riferimento è ad una lotta contro le politiche green e contro quelle che hanno favorito l'immigrazione incontrollata da Marocco e Gibilterra. I popolari sono disponibili all'alleanza (anche se ai piani alti del Ppe, vedi Weber, storcono il naso) e Feijoo lo fa capire a chiare lettere: è necessario "raggiungere un'intesa" con Vox, perché "la gente non sopporta più Sánchez, quanti altri colpi gli servono per capirlo? Sta prolungando l'agonia politica di tutta la Spagna e sta affossando il suo stesso partito" afferma il leader del PP.

Anche nel vicino Portogallo la destra continua a migliorare: in occasione delle elezioni presidenziali ha vinto il socialista Seguro al ballottaggio con il 66,8%, ma la destra di Ventura supera per la prima volta il 30% e il leader di Chega annuncia soddisfatto: "Guidiamo lo schieramento conservatore e presto governeremo il Paese". Ventura ha mobilitato una buona fetta di astensionisti, che sono tornati a barrare la scheda elettorale perché convinti da argomenti e proposte. Nel 2019, anno di nascita di Chega, il partito raccolse l'1,3%. Oggi è al 33,2%.

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