Torna la bandiera rossa in cima al Campidoglio. Ma la sinistra già litiga per il seggio di Gualtieri

Lo sconfitto Michetti: "Fatto il massimo". E ora Conte spera di subentrare alla Camera

Torna la bandiera rossa in cima al Campidoglio. Ma la sinistra già litiga per il seggio di Gualtieri

È Roberto Gualtieri il nuovo sindaco di Roma. Una vittoria più che annunciata che alla fine rispetta le previsioni della vigilia, con quel 60-40 che i sondaggi indicavano come il risultato più probabile, a fronte di una scarsa affluenza, la confluenza dei voti di Carlo Calenda verso il candidato del Pd, le corrispondenze di amorosi sensi tra Enrico Letta e Giuseppe Conte, la disaffezione delle periferie e la capacità del Nazareno di fare ancora girare una macchina capace di muovere consenso.

Dopo la parentesi di Virginia Raggi, la Capitale torna a farsi guidare un esponente del Partito Democratico e del centrosinistra, secondo una consolidata tradizione interrotta soltanto da Gianni Alemanno nel 2008. Una vittoria netta favorita sicuramente da un centrodestra incapace di individuare un candidato forte e riconoscibile.

Gualtieri festeggia dimostrando fairplay, in una campagna che ha mantenuto toni complessivamente civili almeno tra i competitor. E punta su un Patto per Roma: «Chiedo a tutte le forze della città, ai corpi sociali e associativi, di prendere parte a una grande stagione di rilancio». Gualtieri, tuttavia, è consapevole di essere un sindaco eletto da una minoranza di romani. «L'astensionismo è un fenomeno grave. Daremo vita a una grande stagione di bella politica partecipata». Con un paio di nodi piuttosto intricati: la questione della gestione rifiuti, problema drammatico a Roma su cui Gualtieri non si è voluto esporre troppo limitandosi a promuovere il potenziamento dei termovalorizzatori esistenti. E poi quello della maggioranza, solida dal punto di vista numerico, ma comunque esposta alla necessità di tenere vivo quell'asse con i Cinquestelle a cui già si è affidato Nicola Zingaretti alla Regione Lazio.

Risponde con analogo fairplay Enrico Michetti che prima telefona a Gualtieri per fare gli auguri e i complimenti per «l'incarico prestigioso ma difficile». Poi con un messaggio laconico in sala stampa: «Abbiamo dato il massimo e in queste condizioni abbiamo fatto quello che si poteva». Infine non ha mancato di far presente il clima surriscaldato in cui si è svolta la campagna elettorale, augurandosi per il futuro un clima più sereno, e ha sottolineato che si è trattato di un «dato nazionale».

Grazie al premio di maggioranza, la coalizione che ha sostenuto Roberto Gualtieri sarà guidata, oltre che dal sindaco, da un plotone di 18 consiglieri del Pd, insieme a 5 della Lista civica, 2 di Sinistra Civica Ecologista, 2 di Roma Futura, 1 di Demos e 1 di Europa Verde. In minoranza siederanno il centrodestra con 9 seggi (6 Fdi, 2 Lega e 1 Forza Italia), la Lista Calenda con 6 consiglieri e le liste della sindaca uscente Virginia Raggi con 4 (3 M5S e 1 alla civica).

Gualtieri a questo punto dovrà lasciare il seggio alla Camera, quello del collegio Lazio I della Camera, il Centro della Capitale che è una sorta di roccaforte per il centrosinistra. Gualtiero aveva conquistato quel seggio da ministro in carica vincendo contro Maurizio Leo nel 2020 con il 62,2% dei consensi. Il totonomi è iniziato da tempo e tra le ipotesi di cui si continua a parlare c'è quella della candidatura di Giuseppe Conte, ripetutamente smentita dall'interessato. Di recente Italia viva aveva invece proposto il nome dell'ex sindacalista Marco Bentivogli. Molti, però, nel Pd romano sottolineano che dopo l'esito dei ballottaggi gli equilibri interni sono totalmente cambiati e la «golden share» spetta ai dem. Ma subito dopo la vittoria ai ballottaggi Enrico Letta ha cercato di rassicurare gli alleati. Si profila insomma un primo test per la tenuta di una coalizione multicolore. Una lettura particolare del voto romano viene offerta da Vittorio Sgarbi. «Le elezioni a Roma? Sono andate benissimo! Perché chi ha vinto farà come la Raggi un fallimento totale e quindi il centrodestra vincerà le Politiche».

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