Il trattato di Schengen (per ora) non si tocca Ma a Roma arrivano i ministri della Salute Ue

Missione Oms nel nostro Paese. Anche l'Irlanda sconsiglia i viaggi in Italia

Il trattato di Schengen (per ora) non si tocca Ma a Roma arrivano i ministri della Salute Ue

L'espandersi del coronavirus nel Nord Italia preoccupa sempre più i nostri vicini, che cercano di coordinare le loro politiche sull'emergenza sia tra di loro sia con il governo italiano. Oggi a Roma si svolgerà una riunione dei ministri della Salute di Italia, Francia, Germania, Austria, Slovenia e Svizzera. La Commissione Europea ha inoltre annunciato sempre a partire da oggi l'invio nel nostro Paese di una missione congiunta dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dell'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Bruxelles, per bocca del commissario europeo alla Salute Stella Kyriakides, esprime «preoccupazione per il caso Italia» e si prepara a fornire il sostegno necessario per fronteggiare l'emergenza al nostro Paese e a tutti gli Stati membri: allo scopo sono già stati stanziati 232 milioni di euro e Kyriakides ha spiegato che «alla luce della rapida evoluzione della situazione, siamo pronti ad aumentare la nostra assistenza».

Al momento, al di là delle dichiarazioni di massima attenzione a quanto sta accadendo in Italia, si registrano reazioni sparse e diversificate da parte di alcuni partner europei: in Francia, ad esempio, è stato deciso di imporre una quarantena ai bambini e agli studenti dei licei e delle università che rientrano dalla Lombardia e dal Veneto, estendendo in pratica alle regioni italiane dove si trovano i focolai di coronavirus le stesse misure che erano già in vigore per la Cina. L'Irlanda ha aggiornato i suoi consigli ai viaggiatori diretti all'estero suggerendo loro di non recarsi nelle zone colpite dall'epidemia nel Nord Italia, e la stessa Romania ha imposto limitazioni. Logico che si cerchi di venire a un coordinamento delle misure, ma anche che sia in Italia che in Europa si stia discutendo della possibilità di sospendere la libertà di movimento all'interno dell'area Schengen.

Al riguardo, la posizione del governo italiano è netta: ripristinare i controlli alle frontiere complicherebbe molto le cose soprattutto ai nostri lavoratori frontalieri e non porterebbe alcun reale vantaggio. Allo stato attuale, nessun altro Paese membro ha posto questa richiesta, e neanche Bruxelles consiglia la sospensione di Schengen, tenendo anche conto delle indicazioni dell'Oms, secondo cui sono inutili restrizioni ai viaggi o ai flussi commerciali. La commissaria Kyriakides ha comunque osservato che eventuali limitazioni della libertà di movimento entro l'area Schengen dovrebbero essere «proporzionate e coordinate tra i Paesi membri dell'Ue sulla base della valutazione del rischio e di consulenze scientifiche». La riunione di oggi a Roma tra i ministri della Salute deve servire proprio a condividere le informazioni e a poter prendere decisioni con consapevolezza.

A Bruxelles si lavora comunque anche a diversi piani di emergenza, rafforzando il livello di preparazione nell'eventualità, che nessuno può escludere, del verificarsi degli scenari più preoccupanti come quello di una pandemia di coronavirus.

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