Trema il maceratese. Arrivano i selfisti

Ieri notte scosse fino al 4.8. Amato (Ingv) «Lo sciame durerà ancora mesi»

Jacopo Granzotto

Roma Tremano sempre Umbria e Marche. Nella notte almeno un paio di scosse importanti (4.8 e 3.5) nel Maceratese, epicentro nei pressi di Pieve Torina. Movimenti avvertiti anche in Toscana e nel Lazio, Roma compresa. In quest'ambito fa un certo effetto la notizia dell'arrivo dei primi turisti in vena di autoscatto ricordo. Tipo Costa Concordia al Giglio. Luigi Coccia, agricoltore di Castelluccio di Norcia, è furibondo: «Ieri ci hanno dato una mano quelli del soccorso alpino, anche con le pecore che si erano perse. Oggi, invece, non s'è visto nessuno, a parte qualche gruppo di turisti che salgono, nonostante le strade siano interrotte e vengono qui a farsi i selfie in mezzo alle macerie delle case. Inaudito. Ho litigato con alcuni di loro, ma non ho certo l'autorità per fermarli. Serve che qualcuno ci aiuti, serve un servizio di guardia».

Per il resto, nuovi crolli nella zona rossa di Pievebovigliana e l'usuale sfilza di microscosse mai inferiori a 2 punti tra Umbria e Lazio. In totale 105, uno stillicidio al quale la gente sta facendo il callo come il soldato faceva con le granate. Dettaglio non da poco, stavolta il sisma si è esteso alla provincia de l'Aquila. Non c'è pace.

A quanto pare questo terremoto durerà molti mesi, forse anni. Scenario preoccupante, quello tracciato all'Agi dal sismologo dell'Ingv Alessandro Amato, per il quale gli aftershock, che si susseguono al ritmo di centinaia al giorno, continueranno settimane, con una progressiva diminuzione della magnitudo. «Ci attendiamo un progressivo calo delle scosse - dice Amato - ma queste andranno avanti per anni come successo in Irpinia». Amato non esclude repliche forti, di magnitudo superiore a 5. «Improbabile, invece che si ripeta un'altra scossa da 6.5, ma nell'ambito di un lento calo della potenza ci aspettiamo nuovi picchi, come quello di stanotte e anche oltre, che scemeranno anch'essi con il passare delle settimane e dei mesi».

Impressionanti i dati raccolti dall'Ingv dalla prima scossa del 24 agosto a ieri sera. Da quella data la sequenza sismica è continuata con 22.200 scosse. Quella più forte dal 30 ottobre è stata proprio quella di ieri notte, all'1,35 in provincia di Macerata a circa due chilometri da Pieve Torina e 12 chilometri da Camerino. Più in generale - riferisce l'Istituto nazionale di geofisica - il terremoto del 30 ottobre ha prodotto 15 chilometri di scarpata di faglia tra gli abitati di Arquata e Ussita, in corrispondenza dell'intersezione del piano di faglia responsabile del terremoto e la superficie topografica. Questo spostamento cosismico è comune per terremoti con magnitudo prossima o superiore a 6. Oggi consiglio dei Ministri. All'ordine del giorno il decreto legge su «nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016».

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