Troppo lavoro a dicembre, l'azienda anticipa il Natale

Un cenone con canti, regali e presepe il 3 settembre. La strana festa della casa di moda Stefano Ricci

Troppo lavoro a dicembre, l'azienda anticipa il Natale

Roma - Si fatica non poco a immaginare che lo spirito natalizio possa aver pervaso chi magari fino a pochi giorni fa indossava infradito e costume da bagno, così come viene difficile non trattenere un sorriso davanti a un menù dove sono comparsi cappelletti in brodo (per non parlare di pandori, panettone e torrone) quando fuori fa così caldo che nei negozi non sono nemmeno tornati i cioccolatini.

E cosa dire del sottofondo musicale che oscillava tra Jingle Bells e Tu scendi dalle stelle, mentre ancora riecheggiavano nell'aria le note del tormentone estivo 2015?

Strano, ma vero. Accade a Firenze, alla stazione Leopolda - sì, proprio quella dove Matteo Renzi ha costruito la scalata al potere nazionale - dove ieri sera dipendenti e ospiti della maison di moda Stefano Ricci hanno celebrato il Natale nella più classica delle cene aziendali. Oddio, classica magari sì ma forse un po' in anticipo rispetto al calendario. Alla Leopolda è stato allestito un campionario in perfetto stile natalizio, dai cappellini rossi da Babbo Natale per tutti i partecipanti fino ai regali (vuoti) per far coreografia, così come musica e menù a tema. Non si tratta di una novità assoluta, il pranzo o la cena natalizia fuori stagione sono ormai una prassi per la griffe fiorentina. Del resto, per un'azienda luxury come Stefano Ricci - una delle poche realtà nate in riva all'Arno e da qui partite alla conquista del mondo mantenendo intatto il patrimonio di fiorentinità e del saper fare italiano - man mano che ci si avvicina alla fine dell'anno diventa sempre più difficile poter trovare un giorno libero per la cena degli auguri di Natale. Sia per un mero discorso di produzione, che va intensificandosi, sia per una questione di reperibilità dei titolari, senza i quali la festa non poteva tenersi: tanto il presidente Stefano Ricci quanto i figli (l'amministratore Niccolò e il direttore creativo Filippo) sono spesso in giro per il mondo per affari, impegnati a star dietro a decine di boutique. E se proprio non era possibile tenere l'appuntamento a ridosso del 25 dicembre, tanto valeva anticipare la data. Fin qui nulla di male: da fine novembre in poi, le cene degli auguri rappresentano una costante per coloro - autorità, politici, personaggi in vista, direttori di giornale, socialities et similia - la cui presenza al desco viene considerata imprescindibile. La peculiarità, stavolta, è nel contesto. Per l'occasione gli organizzatori, la "Once Events" di Firenze, hanno ingaggiato una compagnia teatrale per intermezzi ispirati a Babbo Natale e alla neve, con trampolieri, musica e danza. La cura dei particolari e l'attenzione al dettaglio sono due caratteristiche che Stefano Ricci mette in tutto ciò che fa, in fondo. E se cena degli auguri di Natale dev'essere, cena degli auguri di Natale sia fino in fondo. Lo diceva anche Pozzetto in un celebre spot: il Natale, quando arriva arriva.

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