Leggi il settimanale

Trovati i resti della donna sparita 15 mesi fa. E lo "sceriffo" ora torna nel mirino dei pm

Le ossa, probabilmente della Ruggi, erano in un casolare

Trovati i resti della donna sparita 15 mesi fa. E lo "sceriffo" ora torna nel mirino dei pm
00:00 00:00

Donna scomparsa da 15 mesi: trovati resti umani in un casolare. L'hanno cercata per settimane dove viveva, a Vitriola, frazione di Montefiorino sull'appennino modenese. Inutilmente. A Capodanno la macabra scoperta di due escursionisti in una catapecchia. Ossa e quello che resta di alcuni abiti femminili. Appartengono a Daniela Ruggi, la 32enne uscita dall'ospedale di Sassuolo il 18 settembre del 2024 dove si era recata per accertamenti e mai tornata a casa? I carabinieri hanno rinvenuto indumenti intimi e altri oggetti adesso sotto sequestro. Sigilli all'intera area per permettere alla scientifica di rilevare elementi utili all'identificazione del cadavere e del suo assassino. Si spera che l'esame del Dna possa confermare l'ipotesi che le ossa siano della Ruggi. Per il presunto omicidio viene indagato Domenico Lanza, 68 anni, detto lo "sceriffo" per la passione delle armi e dei cappelli da cowboy. L'uomo, che si è sempre dichiarato innocente, in una diretta a "Chi l'ha visto?" mostra indumenti di Daniela. Quanto basta per iscriverlo nel registro degli indagati. Perché li aveva lui? L'uomo spiega che Daniela viveva in un'abitazione senza acqua. "Ha solo l'elettricità e spesso viene da me a lavarsi" racconta in tivù. Una persona ai limiti, Daniela. Profilo quasi borderline, in rotta da sempre con i suoi familiari. Tanto che i sospetti cadono anche sul fratello Alberto, visto da un'amica strattonarla in due occasioni durante dei litigi. La perquisizione in casa, a Vitriola di Montefiorino, non porta a nulla e i sospetti su di lui cadono. "Era in condizioni precarie ma ha sempre rifiutato il mio aiuto. Quando non è rientrata ho subito denunciato la sua scomparsa", racconta Alberto. Con chi si è incontrata la 32enne prima di rincasare? Lanza viene arrestato il 5 dicembre 2024 dopo tre mesi di indagini. Durante la perquisizione nella sua casa a San Martino di Polinago i militari trovano pistole che l'uomo sostiene appartenevano al padre defunto. La detenzione illegale di armi, dopo un patteggiamento, gli vale un anno e mezzo di carcere. Pena ridotta all'obbligo della firma, infine decaduta. Lanza torna in libertà ma con l'incubo che possa essere ancora sospettato della scomparsa e della morte di Daniela.

"Se le avessi fatto del male - si sfoga con i cronisti nel maggio scorso - avrei portato i suoi abiti in giro? Con la sua sparizione non c'entro niente. Se Daniela non si trova per altri vent'anni resto comunque indagato? Questa cosa deve avere una fine".

La parola adesso all'esame genetico dei resti rinvenuti e agli elementi trovati sulla scena del crimine.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica