Donald Trump annuncia una svolta sulla guerra in Iran, e a sorpresa spiega che gli Usa rinviano tutti gli attacchi contro la Repubblica islamica dopo colloqui "molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni". "Abbiamo raggiunto un accordo sui punti principali", afferma il presidente americano, precisando che si tratta di un'intesa in 15 punti e che Teheran ha accettato di non avere l'arma nucleare. L'Iran, tuttavia, almeno pubblicamente nega che sia in corso qualsiasi discussione con Washington e che siano stati fatti progressi sulla fine del conflitto. "Smentiamo quanto dichiarato da Trump in merito ai negoziati in corso", afferma il ministero degli Esteri. Pur confermato l'esistenza di iniziative a livello regionale volte a stemperare le tensioni, secondo l'agenzia di stampa statale iraniana Mizan il ministero ritiene che le dichiarazioni di Trump rientrino in un tentativo "di far scendere i prezzi dell'energia e di guadagnare tempo per attuare i propri piani militari".
Negli ultimi due giorni, Usa e Iran hanno intrattenuto "colloqui molto buoni e produttivi su una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medioriente", sostiene invece il tycoon, e questo scenario lo ha spinto a rinviare di cinque giorni tutti gli attacchi americani contro le infrastrutture energetiche di Teheran. "Ho messo in pausa gli attacchi. Spero che troveremo un accordo", precisa. Ma se i colloqui non dovessero produrre risultati, "continueremo semplicemente a bombardare con tutto il nostro impegno". A suo parere, comunque, esistono già "importanti punti di convergenza" con i negoziatori iraniani: le condizioni poste dagli Stati Uniti includono l'abbandono da parte della Repubblica islamica di qualsiasi ambizione nucleare e la rinuncia alle proprie scorte di uranio arricchito.
Trump, parlando con i giornalisti, sostiene che nel Paese è in corso "un cambio di regime e di aver eliminato insieme a Israele la leadership". Mentre con Fox, il comandante in capo commenta le smentite iraniane ripetendo che "i colloqui più recenti si sono svolti di fatto ieri sera" fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti. "Stavolta l'Iran fa sul serio" con i negoziati, assicura l'inquilino della Casa Bianca da Memphis: "Tutta la mia vita è stata un negoziato e con Teheran abbiamo negoziato a lungo, ma stavolta fanno sul serio. Per decenni, l'Iran ha rifiutato ogni opportunità di rinunciare alle sue ambizioni nucleari e, negli ultimi mesi, i suoi stessi negoziatori si sono vantati con i nostri rappresentanti di disporre di materiale sufficiente per realizzare armi nucleari. Ciò avrebbe dovuto dissuadermi". "Non li ho chiamati. Loro hanno chiamato, loro vogliono un accordo, e noi siamo ben disposti a farlo", dice ancora in riferimento ai contatti con Teheran.
E fa sapere che gli Stati Uniti stanno parlando con la "persona più importante" in Iran, ma non si tratta della Guida suprema, Mojtaba Khamenei. Pur non fornendo dettagli sull'identità del negoziatore, lo descrive come "una figura di alto livello, la persona più rispettata e il vero leader". Secondo quanto riferito da una fonte al Jerusalem Post, è il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, che sta guidando i colloqui con gli Usa. "Ci sentiremo oggi, probabilmente per telefono, perché è molto difficile trovare qualcuno disposto a ospitarci. Immagino sia molto difficile per loro riuscire a uscire dal Paese", chiosa Trump.
"Abbiamo distrutto il regime, non ci minaccia più", sottolinea ancora una volta The Donald, ribadendo che gli Stati Uniti "hanno ucciso tutti i leader dell'Iran".
Solo pochi giorni fa, aveva detto che "i leader sono andati, i prossimi sono andati e nessuno vuole più essere a capo del Paese": "Vogliamo parlare" con Teheran, ma "non c'è nessuno con cui parlare. Non abbiamo nessuno. E sapete una cosa? Ci piace così".