Tumori, per il Covid visite rinviate mancano 1,4 milioni di screening

In tutto saltati 410mila interventi: allarme chirurgie

Effetto Covid sulla prevenzione e sugli interventi. La pandemia ha assorbito tutte le energie della sanità pubblica con gravi conseguenze per le altre patologie. Nei primi 5 mesi del 2020 in Italia sono stati eseguiti circa un milione e quattrocentomila esami di screening per i tumori in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. E un mancato esame può voler dire un grave ritardo nella diagnosi che nel caso di un tumore incede pesantemente sull'aspettativa di vita. Meno controlli, più vittime. Vediamo le cifre: 2.099 diagnosi in meno di tumore della mammella; 611 per il colon-retto, 1.670 lesioni della cervice uterina. Neoplasie che non sono scomparse ma saranno individuate in fase più avanzata, con conseguenti minori probabilità di guarigione e necessità di maggiori risorse per le cure. È la denuncia dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).

E poi gli interventi rimandati a causa del lockdown e che sono ancora sospesi Durante l'emergenza Covid, secondo una stima prodotta da Nomisma, sono stati circa 410mila gli interventi chirurgici rimandati a causa del dirottamento di anestetisti e infermieri verso i reparti Covid e della necessità di ridurre il rischio di esposizione al coronavirus in ospedale.

La Società Italiana di Chirurgia spiega che per recuperare il tempo perduto le sale operatorie dovrebbero lavorare al 120 per cento delle loro possibilità. Secondo il presidente Paolo De Paolis i blocchi operatori in questo momento stanno lavorando solo al 70 per cento con conseguenze drammatiche sulle liste d'attesa e dunque sulla salute.

Il comparto chirurgico risulta tra i più colpiti dalla carenza del turn-over e dall'ingresso limitato di giovani specializzati. Il rinvio degli interventi ha interessato in particolare alcune categorie diagnostiche. Si va dal 56 per cento dei ricoveri per interventi legati a malattie e disturbi dell'apparato cardiocircolatorio alla quasi totalità dei ricoveri per patologie afferenti all'otorinolaringoiatria e al sistema endocrino, nutrizionale e metabolico. Un terzo degli interventi da riprogrammare riguarda l'area ortopedica, dove sono stati 135mila i ricoveri per interventi chirurgici rimandati a causa dell'interruzione.

E lancia un grido d'allarme anche Carlo Palermo, segretario nazionale degli ospedalieri, Anaao Assomed.

«L'allungamento delle liste d'attesa rischia di trasformarsi in una grande crisi di fiducia dei cittadini nei confronti del Ssn. Sono state sospese 13 mln di visite specialistiche e sono 300 mila i ricoveri non effettuati, 500 mila gli interventi chirurgici e ben 4 milioni sono gli screening oncologici rimandati- denuncia Palermo- Abbiamo bisogno di interventi urgenti da parte del Governo».

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Commenti

cgf

Sab, 19/09/2020 - 10:45

Ed intanto si continua a tenere sale operatorie e macchinari diagnostici a disposizione per "le emergenze". Ore durante la giornata dove vi è il personale, ma non operano. A cosa serve che quando dal reparto tocca finalmente a te, ti fanno aspettare o rimandano anche di giorni perché è arrivata "un'urgenza" dal PS? Certo, lo trovo giusto, ma sarebbe più giusto che fosse sempre così e non ad "aspettare". In certi Paesi una tac la puoi fare anche di sera, vuoi dalle 9 alle 17? ok, in mezzo ci sono ricoverati e tanti altri, 4 mesi. Vuoi farla alle 23? domani sera può andare bene? In Italia ho saputo che l'Ospedale di Cona[FE], ma non ho notizie aggiornate, dava la possibilità di fare una tac anche al sera, arrivano anche da fuori provincia e dal Veneto.