Tutti contro Zuckerberg E Facebook rischia il crac

Si muove l'antitrust Usa: possibile multa fino a 2mila miliardi. Anche la Ue vuole incontrare Mark

Tutti contro Zuckerberg E Facebook rischia il crac

New York Il terremoto di Menlo Park trascina Mark Zuckerberg al centro di un fuoco incrociato con una doppia inchiesta su Facebook da parte delle autorità americane e britanniche, mentre l'azienda prosegue la deriva nel profondo rosso sui mercati di Wall Street. Il caso di «Cambridge Analytica», la società finita nella bufera con l'accusa di aver utilizzato illecitamente i dati di 50 milioni di utenti del social network, ha provocato la prima defezione nel gruppo. Il responsabile della sicurezza per le informazioni di Facebook, Alex Stamos, si è dimesso a causa dei dissidi con il resto della dirigenza sulla gestione del datagate. Stamos ha parlato di «disaccordi interni», e il New York Times ha rivelato che ha lasciato anche in polemica con il direttore generale Sheryl Sandberg, dopo aver più volte esortato i vertici a mostrare la massima trasparenza nello scoprire e svelare le attività di disinformazione della Russia.

Intanto, Facebook è finita sotto inchiesta delle autorità di Washington e Londra. La US Federal Trade Commission, l'antitrust americana, ha avviato un'indagine chiedendo alla società di Zuckerberg di spiegare come Cambridge Analytica ha ottenuto l'accesso ai dati personali e perché non ha informato gli utenti. La Ftc sta verificando se l'incidente rappresenta una violazione del decreto del 2011 sulla privacy, e secondo fonti del Financial Times Facebook rischia una multa fino a 40 mila dollari per ogni utente interessato.Ovvero 2mila miliardi. Dalla Casa Bianca, il vice portavoce Raj Shah ha detto che «il presidente Donald Trump ritiene che il diritto alla privacy degli americani dovrebbe essere tutelato»: «Siamo lieti se il Congresso o altre agenzie vogliono esaminare la questione». La Commissione parlamentare britannica sulla cultura, i media e il digitale, invece, ha chiesto a Zuckerberg di comparire per un'audizione. Il presidente della commissione, Damian Collins, ha citato una sua lettera al fondatore del social network in cui si accusa il management dell'azienda di aver «ingannato» l'organismo in precedenti audizioni.

Anche da Bruxelles il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani attende spiegazioni. «Abbiamo invitato Zuckerberg al Parlamento europeo - ha scritto su Twitter - Facebook chiarisca davanti ai rappresentanti di 500 milioni di europei che i dati personali non vengono utilizzati per manipolare la democrazia». E il Garante Ue per la privacy, Giovanni Buttarelli, ha affermato che il caso «potrebbe essere lo scandalo del secolo».

Intanto continua il crollo a Wall Street della società: con il tonfo in Borsa di lunedì Zuckerberg ha perso quasi 5 miliardi di dollari, ed è scivolato al quinto posto della classifica dei miliardari di Bloomberg alle spalle di Jeff Bezos, Bill Gates, Warren Buffet e Amancio Ortega. Il tutto mentre il board di Cambridge Analytica - secondo Bloomberg - ha sospeso con effetto immediato il Ceo Alexander Nix in attesa di un'indagine completa. Proprio Nix nelle ultime ore ha negato l'uso di «trucchi sporchi» a favore dei propri clienti e contro gli avversari nelle campagne elettorali gestite in giro per il mondo. «Le apparenze possono ingannare» ha detto, nonostante i video di Channel 4, che sembrano incastrarlo. E sul web, gli utenti si chiedono se non sia giunto il momento di cancellarsi dal social network, con l'hashtag #DeleteFacebook diventato virale. Oltre a quello #WhereisZuck, che chiede al fondatore di esprimersi pubblicamente sulla crisi peggiore della società che ha fondato nel 2004. Stessa richiesta che hanno fatto i dipendenti di Facebook, che aspettano il capo in assemblea venerdì.

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