Tutti più poveri: fatto

Qualche giorno fa Luigi Di Maio ha diffuso un foglietto con scritti a mano i presunti successi del suo governo, ognuno seguito dalla dicitura «fatto» rafforzata dall'evidenziatore.

Tutti più poveri: fatto

Qualche giorno fa Luigi Di Maio ha diffuso un foglietto con scritti a mano i presunti successi del suo governo, ognuno seguito dalla dicitura «fatto» rafforzata dall'evidenziatore. Oggi che la sua manovra economica sta per ottenere il primo via libera del Senato, dopo una due giorni di rinvii, rivolte parlamentari e ritardi, proponiamo su questa prima pagina una nostra controlista per riassumere, purtroppo, non dei fantomatici successi ma i conclamati insuccessi di questo governo. Da oggi siamo tutti più poveri e meno liberi, e questo è un fatto che grida vendetta se pensiamo che porta la firma anche di Matteo Salvini, cioè anche la nostra che per scelta o per casualità (molti elettori del centrodestra si ritrovarono nel collegio un candidato dell'allora ancora Carroccio) il 4 marzo mettemmo una croce sul simbolo della Lega.
Non è un caso che ieri il Corriere della Sera abbia pubblicato un sondaggio che dimostra come i consensi alla Lega stiano crescendo di molto al Sud e stiano calando di non poco - si parla dell'8 per cento - al Nord. La questione non è geografica, amo il nostro Sud e la sua gente, ma non è mettendo in ginocchio il Nord, bloccando le grandi opere e depauperando la sua ricchezza che si risolve il problema. Anzi, un livellamento verso il basso e un eccesso di assistenzialismo non potranno che inguaiare ancora di più gli amici meridionali, che avrebbero invece bisogno di stimoli e modelli di sviluppo da applicare.
Il modo in cui si è arrivati a questa sciagurata legge finanziaria è lo specchio del suo contenuto. Il primo sì è arrivato nel caos e in spregio alle prerogative del Senato. In tanti anni non avevo mai visto una cosa del genere, in un mercato rionale o in un suk le cose procedono più ordinatamente e legalmente. Uno scempio sul quale, un po' vigliaccamente, il trio Conte-Salvini-Di Maio si è ben guardato dal metterci la faccia: niente post, nessun selfie o passerella televisiva. Semplicemente sono spariti nel nulla. C'è da vergognarsi per la forma e indignarsi per la sostanza. Ci stanno portando al fallimento esclusivamente per ambizione e interesse personale. Ci sono, nella legge, un codicillo che salva dalla bancarotta il padre di Di Maio e un altro la Raggi dall'incapacità di tappare le buche di Roma. Pagano i pensionati e i piccoli imprenditori che si sono fidati di Salvini. Complimenti, Capitano.

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