Dunque apriti cielo. Come ogni vero dibattito. Le parole di Concita Borrelli l'altra sera a Porta a Porta hanno aperto una sacrosanta discussione che ha attizzato gli animi e pure i social. Riassunto. Durante un dibattito tra gli ospiti in studio sul delitto di Garlasco e sul profilo psicologico di Andrea Sempio, la giornalista Concita Borrelli, che è anche autrice della trasmissione, ha detto che, testuale, "Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile e forte, c'è lo stupro. C'è che qualcuno ti prende o tu prendi qualcuno nella testa, nei sogni e nell'immaginazione". E poi ancora: "Ce l'abbiamo tutti e qua non si tratta di essere santi, bigotti o assassini. Quindi questo è pericolosissimo, di questi profili se ne faccia un uso molto misurato se ci fermiamo alla sfera sessuale".
Una posizione forte che ha scatenato l'iradiddio anche sul web. L'Usigrai ha colto l'occasione non soltanto per stigmatizzare l'intervento ma anche per criticare la "crescente e spesso eccessiva attenzione che le reti Rai stanno dedicando al delitto di Garlasco". È intervenuto anche Roberto Natale, componente del cda Rai, per dire che "il servizio pubblico non può offrire il palcoscenico a chi cerca di guadagnarsi la notorietà con parole offensive e sconsiderate". A stretto giro, il direttore dell'approfondimento Paolo Corsini si è "prontamente attivato per avviare le verifiche", invitando la redazione di Porta a Porta a chiarire la vicenda". Detto, fatto. La redazione del programma di Rai1, ha chiarito che "al fine di evitare ulteriori equivoci ed interpretazioni fuori contesto, la giornalista Concita Borrelli si scuserà con il pubblico nella trasmissione del 19 maggio". E così farà anche Bruno Vespa: "Come era previsto, naturalmente mi scuserò anche io".
Insomma un comprensibile putiferio.
Resta il fatto che la Rai conferma di essere un luogo di discussione aperta, anche forte, anche accesa, anche su argomenti delicati sia eticamente che deontologicamente. E così accade che una posizione assai controversa venga giustamente rilevata e quindi cauterizzata con gli anticorpi del buon senso.