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Uccisa a martellate: per la seconda volta annullato l'ergastolo all'ex fidanzato

I giudici: "Non c'è stata premeditazione". Terzo appello per Davide Fontana

Uccisa a martellate: per la seconda volta annullato l'ergastolo all'ex fidanzato
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Omicidio di Carol Maltesi: si torna in aula. Per la seconda volta la Cassazione ha annullato, con rinvio, l'ergastolo per Davide Fontana. Si celebrerà dunque un processo d'Appello "ter". Il nodo è, a quanto emerge per ora in attesa delle motivazioni, l'accertamento della premeditazione nell'assassinio della 26enne a Rescaldina, in provincia di Milano.

La giovane donna, che aveva un figlio piccolo, è stata uccisa l'11 gennaio 2022, fatta a pezzi, tenuta nel congelatore per settimane, infine gettata in un luogo isolato. Per l'omicidio è stato condannato il compagno, ex bancario 47enne. La decisione della Suprema corte è dello scorso 10 febbraio, riportata ieri dalla Prealpina. Il dispositivo è in attesa di motivazioni, previste in trenta giorni (ma il termine non è tassativo), poi verrà fissato un nuovo processo di secondo grado - il terzo appunto - che dovrà essere celebrato sempre a Milano davanti alla Prima sezione della corte d'Assise d'appello ma in una composizione diversa da quella che ha già giudicato l'imputato per lo stesso reato.

Lo scorso maggio nell'Appello bis era stata riconosciuta l'aggravante della premeditazione. Da qui la condanna all'ergastolo (la stessa del primo processo d'Appello). Già allora la Cassazione aveva chiesto ai giudici dell'Assise appello di valutare di nuovo l'eventuale sussistenza dell'aggravante, che è tra i motivi del ricorso presentato dal difensore di Fontana, l'avvocato Stefano Paloschi. In primo grado il Tribunale di Busto Arsizio aveva inflitto all'ex bancario una condanna a trent'anni di carcere.

Il delitto si è consumato nell'appartamento della donna. Fontana, che era ossessionato da Carol con cui aveva avuto una relazione e per cui aveva lasciato la moglie, non avrebbe accettato la decisione di lei di trasferirsi in provincia di Verona per stare vicino al figlio. Il giorno dell'omicidio la coppia aveva deciso di girare un video hard da vendere su OnlyFans. La vittima è stata quindi legata a un palo per la lap dance, imbavagliata con lo scotch e incappucciata, poi è stata colpita alla testa con un martello per 13 volte e finita con una coltellata alla gola. Dopo l'omicidio, Fontana ha fatto a pezzi il corpo, ha comprato online un congelatore a pozzetto e l'ha tenuto nascosto, per poi gettarlo in quattro sacchi di plastica in un dirupo a Paline di Borno, in provincia di Brescia. Il cadavere della 26enne è stato ritrovato il 29 marzo. Nel primo processo d'Appello i giudici hanno riconosciuto l'omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà, aggravanti che hanno fatto aumentare la pena iniziale di trent'anni, inflitta nel giugno del 2023, fino alla condanna a vita. La Cassazione ha annullato con rinvio una prima volta, proprio sulla premeditazione. È questo l'elemento che farà la differenza fra i trent'anni di reclusione e la condanna massima.

Il Tribunale di Busto Arsizio aveva ritenuto mancanti le prove di una "significativa organizzazione dell'omicidio" da parte dell'uomo, a cominciare dal non essersi costituito un "alibi" e dall'aver messo in atto "raccapriccianti condotte" ma

confusionali per "circa due mesi per liberarsi definitivamente del corpo", il tutto in contrasto con una pianificazione. È la seconda volta che la Suprema corte accoglie il ricorso della difesa. Il processo è ora riaperto.

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