Uccisi papà e figlio: facevano rumore

Il killer è il vicino di casa, più volte aveva litigato per i lavori di ristrutturazione

Uccisi papà e figlio: facevano rumore

Firenze Avevano deciso di approfittare di una domenica di sole per dedicarsi alla ristrutturazione della loro casa colonica, a Sesto Fiorentino, ma non potevano immaginare che il rumore dei lavori avrebbe scatenato la furia omicida del vicino di casa, che già più volte si era lamentato. Invece l'ultima lite è stata fatale: ieri mattina Salvatore e Simone Andronico padre e figlio, rispettivamente di 66 e 31 anni, residenti in una frazione del paese dell'hinterland fiorentino sono stati uccisi a colpi di pistola dal 53enne Fabrizio Barna, disoccupato. Quando le forze dell'ordine sono arrivate sul posto, chiamate da una vicina, l'omicida si è lasciato arrestare dai carabinieri senza opporre resistenza.

Si tratta di un ex commesso, disoccupato da parecchio tempo, il cui carattere già ombroso e solitario era peggiorato dopo la scomparsa dei genitori. Gli inquirenti hanno effettuato un sopralluogo nella casa dell'assassino e verificato che la Beretta usata per il duplice omicidio era stata regolarmente denunciata. Il personale del 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso dei due uomini e prendersi cura della moglie e madre delle due vittime, colpita da un malore dopo la vista dei corpi dei familiari e trasportata in ospedale. Pochi dubbi sul movente: a causare la furia cieca del 53enne sono stati i rumori causati dai lavori alla casa colonica di via dei Grilli, nella zona di Quinto Alto. L'uomo ha sorpreso Salvatore e Simone Andronico al lavoro in giardino, forse è stata una parola di troppo a scatenare la follia omicida o forse Barna era già uscito di casa con l'intenzione di mettere fine alle continue liti di vicinato.

Secondo quanto ricostruito, infatti, già in passato l'uomo avrebbe minacciato i vicini, anche se non risultano denunce. Sta di fatto che al cantiere prima si è avvicinata una vicina, insospettita dai colpi di pistola, poi nel giro di pochi minuti sono arrivati anche i parenti delle vittime, sfogando nel pianto la disperazione e la rabbia contro il killer. «Ho sentito il rumore di persone che scappavano, poi numerosi spari ha raccontato una testimone che ha avvisato il 112 e mi sembrava strano che fossero cacciatori, quindi ho chiesto che venissero a controllare». Familiari e conoscenti delle vittime saranno presto ascoltati dagli inquirenti per approfondire come il rancore preesistente tra l'omicida e le sue vittime abbia potuto sfociare in tragedia, e per verificare se già in passato Barna avesse usato la pistola per minacciare i vicini. Nel frattempo, il cantiere della casa colonica dove lavoravano le vittime sono sotto sequestro per gli accertamenti del medico legale, e l'intera comunità di Sesto Fiorentino a partire dal vicesindaco Damiano Sforzi, che abita poco distante - si stringe intorno al dolore della famiglia Andronico.

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