Ucraina, Scholz negli Usa e Putin va da Erdogan. La mina Nord Stream 2

Possibili sanzioni sul gas. L'alternativa alla linea russa: emiro del Qatar lunedì da Biden

Ucraina, Scholz negli Usa e Putin va da Erdogan. La mina Nord Stream 2

Il pericolo di un conflitto in Ucraina è tangibile, racchiuso nel manuale diffuso dal governo di Kiev alla popolazione, oltre che incarnato dagli oltre 100mila soldati russi al confine. Nel documento, 25 pagine, ci sono indicazioni su come «preparare una valigia d'emergenza» e reagire a un attacco: «Se si spara con armi di piccolo taglio, nasconditi in un luogo chiuso come il bagno», recita il pdf intitolato «In caso di emergenza o guerra». Se «piovono colpi di artiglieria pesante - spiega ancora il vademecum - buttati a terra, copriti le orecchie con le mani e apri la bocca per evitare barotraumi», i danni da esplosione.

Kiev si prepara al peggio, mentre la diplomazia lavora senza sosta per una soluzione alla crisi, nonostante gli Stati Uniti abbiano rispedito al mittente la richiesta di Mosca di escludere l'Ucraina dalla Nato e chiarito che Kiev ha tutto il diritto di aspirare all'ingresso nell'Alleanza Atlantica. Zelensky ha parlato ieri al telefono con il presidente americano Joe Biden, dopo aver definito «costruttivi» i colloqui di Parigi tra i consiglieri di Francia, Germania, Russia e Ucraina (il formato Normandia), pronti a riunirsi di nuovo a Berlino tra due settimane. Il presidente francese Macron parlerà oggi al telefono con Vladimir Putin mentre gli Stati Uniti chiedono alla Cina di usare la propria influenza con la Russia. Ma grande attesa c'è soprattutto per i tre incontri che si succederanno entro metà febbraio. La Casa Bianca ha annunciato ieri che il cancelliere tedesco Olaf Scholz sarà a Washington il 7 febbraio, ospite di Biden. Intanto Putin ha fatto sapere di aver accolto l'invito del presidente turco Recep Tayyip Erdogan a recarsi in Turchia. L'incontro «non sarà prima del 4 febbraio». Il «Sultano» si offre come mediatore sull'Ucraina ma si affretta a ricordare che «la Turchia continuerà a onorare i suoi doveri come alleato Nato»: «Il nostro desiderio è trovare una soluzione alla crisi attraverso dialogo e diplomazia. Continuiamo a credere che sia possibile», spiega Erdogan.

Ma l'incontro più vicino è quello che il presidente Biden avrà lunedì con l'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, in visita negli Stati Uniti. I due parleranno di «assicurare la stabilità delle forniture globali di energia». Il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, è stato chiaro: «Se la Russia invade l'Ucraina in un modo o in un altro, il gasdotto Nord Stream 2 non andrà avanti». Gli Stati Uniti sono a caccia di una via d'uscita energetica per l'Europa in caso di conflitto e non a caso la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato ieri al telefono proprio con Al Thani, definendo «ottima» la conversazione: «È importante rafforzare la sicurezza energetica dell'Europa con tutti i partner affidabili». Washington sta preparando piani di emergenza nel caso in cui Putin tagliasse il gas diretto in Europa e sta lavorando «con Paesi e compagnie di tutto il mondo per garantire la sicurezza delle forniture» e identificare riserve non russe di gas naturale in Nord Africa, Medio Oriente e Asia. Ecco perché l'incontro con il cancelliere Scholz sarà cruciale. Angela Merkel, prima leader europea ricevuta da Biden dopo l'insediamento, è stata a Washington anche per la sua ultima visita all'estero prima dell'addio al governo. Allora Biden parlò di «un'amicizia con divergenze», proprio quelle su Nord Stream 2. Berlino in queste ore insiste su «forti sanzioni» anche sul gasdotto, in caso di attacco, ma non parla di «stop». Va convinta allo strappo, se necessario. Una scelta complessa, anche perché in queste ore, la società Nord Stream 2 AG accelera: ha fondato la filiale tedesca, indispensabile per ottenere da Berlino la certificazione.

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