Ue: no al rinnovo per AstraZeneca. E il piano cambia. Oggi via ai 50enni

Ufficiale: Bruxelles non rinnova il contratto con gli anglo-svedesi. Il commissario Figliuolo aspetta 17 milioni di dosi entro fine maggio. E nel Lazio Pfizer è finito: già tutto prenotato

Ue: no al rinnovo per AstraZeneca. E il piano cambia. Oggi via ai 50enni

É di nuovo allarme scorte per la campagna vaccinale. Oggi la struttura commissariale confermerà le dosi in consegna alle regioni in questa settimana. Se le Big Pharma rispetteranno gli impegni entro la fine di maggio arriveranno 17 milioni di dosi come annunciato un paio di giorni fa dal generale Francesco Paolo Figliuolo. Al momento però ad esempio il Lazio segnala che tutte le dosi disponibili di Pfizer sono già state prenotate: gli slot sono esauriti.

E anche in un paio di Asl di Napoli oggi e domani sono state sospese le somministrazioni perché le scorte di Pfizer sono esaurite. Sulla campagna vaccinale infatti incide ancora pesantemente il percorso accidentato del vaccino sul quale inizialmente l'Europa aveva puntato di più: Astrazeneca. Prima il ritardo nelle consegne, poi la sospensione per accertamenti sul rischio trombosi. E così la Ue ha cambiato rotta decidendo di puntare decisamente sui vaccini mRna come Pfizer e Moderna.

E ieri il commissario europeo al Mercato Interno, Thierry Breton, ha ufficialmente comunicato che «la commissione Ue non ha rinnovato contratto con AstraZeneca dopo giugno». Nessun dubbio sull'efficacia e la sicurezza del vaccino di Oxford, assicura Breton, ma forte irritazione invece per il mancato rispetto degli impegni. Nelle settimane scorse infatti la commissione Ue ha avviato una causa legale per inadempienza del contratto nei confronti dell'azienda anglo svedese. Confermato da parte di Bruxelles anche l' acquisto di altre 1,8 miliardi di dosi del vaccino da Pfizer BioNTech, oltre a quelle già concordate.

Da oggi partono le prenotazioni per gli over 50 e anche se Astrazeneca non è stato sconsigliato per le fasce di età al di sotto dei 60 ma soltanto raccomandato dai 60 in su è evidente che la sospensione dell'Ema e il cambio di rotta delle indicazioni sull'età raccomandata hanno disorientato i cittadini provocando in molti casi diffidenza e disdette. Non in tutte le regioni però: tanto che ad esempio Lombardia e Piemonte hanno chiesto di avere le dosi del vaccino di Oxford rifiutate in altre aree dell'Italia. Insomma un altro motivo di rallentamento proprio quando il commissario sta facendo di tutto per accelerare le somministrazioni quotidiane che nella scorsa settimana hanno sfondato la quota target di mezzo milione al giorno soltanto un paio di volte.

I dati sulle inoculazioni aggiornati a ieri pomeriggio rivelano come si siano in effetti quasi esaurite le dosi di Pfizer: su 17.796.870 consegnate ne erano state somministrate 16.662.397 ovvero oltre i 94 per cento. Diverso l'andamento per Astrazeneca somministrato soltanto il 77 per cento delle dosi consegnate. Le cose non vanno meglio per l'altro vaccino a vettore virale, Janssen, su 342.800 dosi ne sono state somministrate soltanto 166.044 ovvero il 48 per cento.

Ieri erano salite a quasi 24 milioni le persone che hanno ricevuto in Italia almeno una prima dose di vaccino. Sono 7.336.412 i cittadini che hanno ricevuto già il richiamo e che dunque possono essere considerati immunizzati.

Il generale Figliuolo ha dato il via alle vaccinazioni anche per la fascia d'età 50/59 alla luce della buona copertura oramai offerta agli anziani fragili. Gli over 90 vaccinati con richiamo sono oramai il 71,6 per cento. Per gli anziani tra gli 80 e gli 89 anni la copertura con la seconda dose è salita al 75,1. Resta indietro la fascia 70/79 ferma al 16 per cento dei richiami e al 70,9 per cento della prima dose. I vaccinati over 60 sono soltanto l'11 per cento.

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