Un "memoriale dell'Olocausto del popolo palestinese". Alla vigilia della Giornata della Memoria, l'ultimo sfregio arriva da Tomaso Montanari. E almeno questo non sorprende. Il rettore dell'università per stranieri di Siena è ormai l'intellettuale social di riferimento di una sinistra oltranzista e pro Pal che ha messo in conto la rottura definitiva con gli ebrei italiani. A tal punto da proporre con queste parole, e questa solennità, una sorta di monumento per le vittime della guerra di Gaza: "Io non lo so se vivrò abbastanza per vedere il memoriale dell'Olocausto del popolo palestinese. Ma so che, prima o poi, ci sarà". Non sorprende perché Montanari è quello che ha premiato con la laurea honoris causa una scrittrice palestinese che non è riuscita a proferire, sugli islamisti, parole che si avvicinassero a una condanna. Anzi, come ha scritto Fanpage (sito di sinistra), che l'ha intervistata, ai miliziani ha riconosciuto "il grande merito di riportare la causa palestinese al centro dell'attenzione mondiale". Come? Con il 7 ottobre, quello che i giovani palestinesi, nei cortei della sinistra, chiamano "giorno di resistenza". E invece è un massacro.
Pur partendo da premesse radicalmente ostili a Bibi Netanyahu e al suo governo, ben altra profondità mostra Luigi Manconi, che affronta su Repubblica il tema dell'accostamento tra la Shoah e l'attualità, arrivando alla conclusione che sia necessario "confermare il Giorno della Memoria innanzitutto come quello dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz".
Montanari no, si è perfino inventato il "genocidio a bassa intensità", per incastrare pure il cessate il fuoco in uno schema ideologico ostile a Israele. E non certo è il solo. Antonio Scurati ha parlato addirittura di un "experimentum crucis condotto da Israele sul corpo martoriato di Gaza". A ben vedere, a sinistra è un coro che reitera l'accusa rivolta allo Stato ebraico in quanto tale, al sionismo in quanto tale. "Io mi sento offesa, addolorata - commenta Ester Misul, che dal Binario 21, nel 1945, fu deportata nell'ultimo vagone diretto in Germania - mi pare una enorme mancanza di rispetto per le vittime della Shoah". Aveva appena un anno. E ora, in questo clima, non si sente più di partecipare alle iniziative nella Giornata della Memoria.
Che ormai per tanti è solo l'ennesima data per sfogare pretestuosamente l'odio anti-Israele. Proprio per il 27 gennaio a Trento è stato indetto un corteo "a fianco di chi resiste al genocidio in Palestina". "Giornata della Memoria: mai più per nessuno" recita il titolo dell'evento. "Con chi resiste al genocidio in Palestina. Antisemitismo è un crimine, antisionismo un dovere". Sotto la scritta compare un'immagine con un filo spinato e le braccia di un gruppo di persone stilizzate che sventolano la bandiera palestinese. L'appuntamento è organizzato dalla "Assemblea in solidarietà con la resistenza palestinese", un gruppo nato "dall'impegno spontaneo di cittadine e cittadini che, fin dai primi giorni del conflitto, si sono mobilitati per denunciare l'aggressione militare di Israele". Il collettivo opera "in sinergia con diverse realtà del territorio" riunendosi settimanalmente presso la Facoltà di Sociologia di Trento. E ha promosso presìdi, cortei e manifestazioni, tra cui una marcia non autorizzata che ha attraversato il centro città fino alla stazione ferroviaria, in segno di "protesta contro la rottura della tregua da parte di Israele". E in realtà è un gruppo che riunisce i soliti noti, dai collettivi studenteschi ai militanti No Tav passando per gli anarchici, gli extraparlamentari di sinistra e i pro Pal. Già negli anni scorsi a Trento, e non solo, erano stati organizzati cortei pro Palestina proprio nella Giornata della Memoria e nel 2024 la Questura non aveva autorizzato lo svolgimento di una manifestazione di questo tenore per il 27 gennaio. Non si sa ancora se anche quest'anno accadrà la stessa cosa, di certo colpisce l'inopportunità (e la provocazione) di organizzare un corteo a favore dell'antisionismo quando si celebra la Giornata della Memoria.
Sul web ormai si scatena l'odio nei commenti sulla Giornata della Memoria.
E mentre il dem (ed ex sindaco) Giorgio Gori, viene fatto oggetto di una delirante contestazione nella sua Bergamo, e mentre il Pd si spacca clamorosamente sull'antisemitismo, il presidente della Comunità di Milano, Walker Meghnagi, dice: "Sul ddl col Pd è rottura. Il 27 gennaio non li vogliamo. Ovviamente esclusi i riformisti che ci sono vicini. E ringrazio il senatore Del Rio".