Reso celebre da Winston Churchill durante la seconda guerra mondiale, il gesto della "vittoria" che Nicolas Maduro ha fatto subito dopo il suo arresto non era solo la mossa di un leader che vuole mostrarsi tutt'altro che sconfitto, ma anche un messaggio in codice ai suoi sostenitori per rievocare la battaglia del predecessore Hugo Chavez contro l'"America imperialista". L'immagine dell'ex presidente del Venezuela che fa il segno della V mentre lui e la moglie Cilia Flores vengono scortati in manette dalla polizia all'arrivo a New York, sabato scorso, è diventata virale sul web e ha scatenato la fantasia degli utenti social con meme e video creati grazie all'intelligenza artificiale. Anche perché Maduro non si è limitato a fare il gesto della vittoria, ma con l'indice dell'altra mano lo ha indicato. Un messaggio che, secondo gli esperti, vuol dire nosotros venceremos, ovvero "noi vinceremo".
La frase è stata a lungo utilizzata dai movimenti rivoluzionari di sinistra in America Latina per simboleggiare "il trionfo sull'oppressione" e il segno è diventato così popolare da essere riprodotto nei tatuaggi, soprattutto dopo la morte di Chavez nel 2013. Il gesto è stato poi compiuto da alcuni parlamentari durante la sessione di lunedì dell'assemblea nazionale, quando Delcy Rodriguez ha prestato giuramento come presidente ad interim del Venezuela. Il fratello di lei, Jorge, nominato a sua volta presidente del parlamento, ha ripetuto il segno più volte, in una sorta di omaggio o dialogo a distanza con l'ex leader di Caracas a oltre 3mila chilometri di distanza.
Ma non sono solo i gesti dell'ex presidente ad aver scatenato la fantasia dei social. Anche i suoi cambi d'abito di questi giorni sono diventati virali. Dalla felpa cool indossata il giorno dell'arresto, andata a ruba sui siti di tutto il mondo, alle scarpe rosse che aveva quando è sceso dall'elicottero a Manhattan, pure quelle considerate un omaggio al chavismo.
Per non parlare delle ciabatte da piscina con i calzettoni di spugna che tuttavia sono standard nelle prigioni federali americani per impedire ai detenuti di utilizzare le scarpe come armi e limitare al contempo la loro capacità di muoversi velocemente.