Vaccini, inizia la rincorsa. 158mila i quasi immuni

Il piano vaccinazioni entra nel vivo e il meccanismo comincia a ingranare recuperando i ritardi dei primi giorni

Il piano vaccinazioni entra nel vivo e il meccanismo comincia a ingranare recuperando i ritardi dei primi giorni. Ancora da oliare invece il sistema del sito del ministero della Salute che aggiorna in tempo reale il numero dei vaccinati. La gestione dei dati comunicati a più riprese dalle regioni rischia di creare ritardi nell'elaborazione e di non dare un quadro esatto della giornata. Che ieri non sembra affatto andata male: sono state vaccinate circa 40mila persone, facendo salire il numero dei quasi immuni a 158.179. È stato utilizzato il 33% delle 479.700 dosi già distribuite e la campagna vaccinale sembra finalmente acquisire quell'uniformità che sembrava mancare all'esordio.

NUMERI POCO UNIFORMI

La regione con la performance peggiore è la Lombardia, che, in base ai dati del tardo pomeriggio di ieri, ha utilizzato solo l'8% delle 80.595 dosi ricevute finora. Più agevoli le operazioni in Lazio, che ha distribuito quasi il 60% delle 45.805 dosi disponibili. Bene anche il Veneto che ha dato fondo al 40% delle quasi 40mila fiale in magazzino.

La fascia d'età maggiormente coperta è quella dei 50enni, l'età media degli operatori sanitari. Tuttavia già 6.756 anziani delle case di riposo sono stati vaccinati. Mentre decolla il piano vaccini, arrivano altre notizie inquietanti dai laboratori: oltre alla variante inglese del virus, è stata isolata anche la variante sudafricana che, in base alle prime informazioni, non solo fa da acceleratore ai contagi ma sembra anche essere refrattaria ai vaccini formulati finora.

LO STOCCAGGIO DELLE DOSI

Saranno i prefetti a occuparsi del trasporto e dello stoccaggio delle forniture di vaccini. Ieri il Comitato dell'ordine e della sicurezza pubblica presieduto dalla ministra Luciana Lamorgese è entrato nel merito del piano di distribuzione delle dosi delineando le linee guida. Un ruolo determinante sarà quello del comparto sicurezza e difesa, per garantire il regolare svolgimento dei trasferimenti delle fiale, da quando entrano in Italia fino all'arrivo nei magazzini.

Ora i prefetti dovranno riunire attorno a un tavolo le autorità sanitarie locali e soggetti privati per pensare alle misure più adatte a garantire la sicurezza dei camion pieni di scatoloni di fiale.

LE NUOVE FORNITURE

In Gran Bretagna è cominciata la somministrazione di vaccini Astrazeneca. Per averli in Italia bisognerà aspettare ancora. «Non che il vaccino non funzionerà o non sarà buono, ma serve capire quale dei tre rami di sperimentazione ha dato cosa e qual è il vero numero credibile su cui basare una strategia vaccinale» spiega Guido Rasi, docente di Microbiologia all'università Tor Vergata ed ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco. Le riserve sul vaccino di Moderna potrebbero invece sciogliersi in queste ore. Ieri i tecnici dell'Ema hanno indetto una riunione a porte chiuse per vedere di anticipare l'autorizzazione alla distribuzione programmata per domani. Oggi arriveranno in Italia altre 470mila dosi del vaccino della Pfizer Biontech. Si tratta della seconda tranche delle spedizioni destinate al nostro Paese che in questa prima fase ha diritto a 3,4 milioni di dosi. I farmaci saranno distribuiti direttamente dalla casa farmaceutica nei 294 punti di somministrazione indicati dalle regioni al commissario per l'emergenza Domenico Arcuri.

L'Ema cerca di mettere ordine anche sulle interpretazioni soggettive dei bugiardini e fissa in 42 giorni il limite massimo per somministrare la seconda dose del vaccino Pfizer/Biontech. «Altrimenti - spiega - la vaccinazione sarebbe considerata fuori etichetta. L'uso fuori etichetta riduce le responsabilità dei produttori riguardo l'efficacia del vaccino».

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