Vendetta del Pd su Sileri. L'attacco al super segretario riaccende faide nella sanità

L'accusa a Ruocco non piace a sinistra. L'ipotesi di chiedere le dimissioni del viceministro grillino

Vendetta del Pd su Sileri. L'attacco al super segretario riaccende faide nella sanità

La bacchettata di Pierpaolo Sileri al segretario generale del ministero della Salute Giuseppe Ruocco rischia di trasformarsi in un boomerang. Le accuse di assenteismo mosse dal viceministro Cinquestelle al grand commis di Lungotevere a Ripa, allo scopo di farlo dimettere per piazzare un proprio fedelissimo, stanno scatenando in queste ore i suoi detrattori. E qualche sassolino dalla scarpa se lo toglieranno sia esponenti della maggioranza che dell'opposizione. Insomma sembra che negli ultimi anni, o per lo meno da quando Sileri tra associazionismo, carriera accademica e ascesa politica, è assurto alla ribalta delle cronache abbia anche lui commesso qualche illecito amministrativo per incompatibilità d'incarico: le prestazioni seppur occasionali nella casa di cura accreditata Nuova Villa Claudia che tuttavia, un medico strutturato quale è Giampaolo Sileri presso l'Università di Tor Vergata, non può svolgere per legge. Neppure in extra moenia recita la norma.

E questa macchia comportamentale potrebbe essere tirata fuori in qualsivoglia circostanza allo scopo di imbrattare la figura integerrima cui il viceministro tiene particolarmente. Infatti proprio sull'onda dell'integrità di condotta nel 2018, il senatore pentastellato è stato nominato a presiedere la commissione sanità a Palazzo Madama: qui dall'alto dell'incarico ha inscenato una prima battaglia con i vertici del Pd nel Lazio proprio sullo stato debitorio della Regione, commissariata da 10 anni. Dopo qualche mese però l'ascia di guerra tra il senatore, Nicola Zingaretti e il suo assessore alla Sanità Alessio D'Amato è stata sotterrata facendo partire un contrordine compagni con tanto di attestati di stima da ambo le parti. Già, ma i piddini si sa bene, non dimenticano e infatti starebbero puntando a sollecitare il ministro Roberto Speranza alla revoca dell'incarico fiduciario a Sileri. Niente di più facile visto che il governatore del Lazio è il maggior azionista del governo giallorosso. E sarebbe il colpo di grazia per il professore che attorno a se ha un ampio vuoto di fiducia, anche all'interno del Movimento Cinquestelle.

Un riscatto in piena regola potrebbe partire proprio utilizzando l'attacco che il consigliere regionale del Lazio Antonello Aurigemma (Fdi) nel 2019 ha portato avanti in più istanze e contro il fatto che Pierpaolo Sileri abbia operato sia come dipendente di una struttura pubblica, il policlinico Tor Vergata, sia per una struttura privata accreditata alla Regione Lazio come Villa Claudia. Zingaretti in quell'occasione è stato chiamato in causa da Aurigemma che ha chiesto, alla Regione una verifica del doppio ruolo svolto anche quando Sileri era già nominato senatore e, successivamente, la stessa accusa è stato mossa con un esposto alla procura di Roma, all'Anac e alla Corte dei Conti. Se la primavera scorsa questo doppio ruolo di Sileri non costituiva una circostanza ostativa per il Pd oggi, che il vento è completamente cambiato e la forza politica dei Cinquestelle notevolmente affievolita, le accuse dei detrattori potrebbero ritornare in auge: l'assessore alla Sanità del Lazio, fedelissimo del segretario Zingaretti potrebbe puntare di nuovo il dito contro gli incarichi ricoperti in passato da Sileri: medico in strutture private accreditate del Lazio con visite a 150 euro, professore associato di Scienze chirugiche a Tor Vergata e non ultimo quello da senatore presidente di Commissione.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In riferimento all'articolo pubblicato dal titolo “Vendetta del Pd su Sileri. L’attacco al super segretario riaccende le faide nella sanità” smentisco categoricamente che vi sia, che vi sia mai stata e mai vi sarà alcuna volontà da parte mia di ‘piazzare’ un fedelissimo, come riportato. Il mio ‘attacco’ al segretario generale nasce dalle assenze continuate (documentate dai verbali) alle riunioni del Comitato Tecnico Scientifico. Non ho mai avuto e mai avrò alcun fedelissimo da piazzare, ma in Italia dove troppe volte assistiamo alla mediocrazia che avanza, (purtroppo per alcuni) io ancora credo nel merito. Sfugge inoltre alla giornalista che il segretario generale non è nominato dal Viceministro nemmeno qualora avesse ricevuto le deleghe, come previsto.
Ho invece fatto presente, nei giorni scorsi, il mancato coordinamento tra un dirigente del ministero e gli esponenti politici assegnati al ruolo istituzionale. Un’annotazione, la mia, che poteva essere verificata con una semplice chiamata all’interessato.
Per quanto riguarda il legame tra l’associazionismo, la carriera accademica e ascesa politica, che secondo le illazioni della giornalista mi avrebbe consentito di ‘assurgere alla ribalta delle cronache’, nulla di più falso: dall’associazione “Trasparenza e merito” di cui ho fatto parte, sono uscito nel 2019.
Nel sottolineare poi il mio nome, Pierpaolo, e non Giampaolo, ringrazio la giornalista per aver ribadito il mio ruolo universitario che però è presso altra Università, sono professore associato non a Tor Vergata ma al San Raffaele di Milano, e anche questo poteva essere verificato subito al seguente link: https://www.unisr.it/docenti/s/sileri-pierpaolo.
Bene aver indicato il numero delle mie pubblicazioni anche se errate: non sono 167 ma superano le 500 come da portale del MIUR.
Concludo ringraziando per l’attenzione e confermando che per me la libertà di stampa è fondamentale: senza non siamo uno Stato di diritto degno di questo nome. Vi chiedo perciò rettifica delle informazioni e rimango sempre a disposizione per ulteriori confronti.

Pierpaolo Sileri

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