Il Veneto si rialza con un libro. Zaia: "Più efficienti dei cinesi"

La Regione ha raccolto voci e immagini per raccontare la tragedia. Il governatore: «Entreremo nella storia»

Il Veneto si rialza con un libro. Zaia: "Più efficienti dei cinesi"

«Qui è successo qualcosa a metà tra un terremoto e uno tsunami... Eppure la gente non si lamenta. Le persone non hanno perso un minuto, spalano il fango a testa bassa, liberano le strade, si aiutano a vicenda». Sono le parole del governatore del Veneto, Luca Zaia, inserite all'interno del libro, uscito lunedì scorso, che racconta la devastazione del maltempo di fine ottobre. Un instant book, Veneto in ginocchio, scaricabile online anche accedendo alla pagina Facebook di Zaia, realizzato ed edito da Grafica Veneta Spa di Fabio Franceschi con progetto grafico di Heads Collective. Centoventisei pagine di storia, suddivise per ogni provincia veneta, con cifre, numeri, qualche testimonianza, ma soprattutto immagini. Immagini impressionanti, per certi aspetti spaventose, che testimoniano la furia di quei giorni: le strade distrutte, squarciate a metà, le auto sommerse dal fango e dalla melma, i fiumi in piena, i paesi alluvionati, la montagna che inghiotte tutto e soprattutto tutti quegli alberi rasi al suolo. Un patrimonio boschivo che ora non c'è più e che chissà quanto ci vorrà per riavere. Un libro che il governatore del Veneto ha fatto stampare in 10mila copie e che ora intende mandare a Roma, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai ministri, ai parlamentari e ai vertici delle società pubbliche per mantenere alta l'attenzione e perché per ricostruire ci vogliono soldi.

«Il momento è difficile fa sapere Zaia e molti sono i problemi da risolvere, a cominciare dalla nostra montagna devastata, dai boschi rasi al suolo, dagli acquedotti distrutti dalle frane, da oltre cento chilometri di strade da rifare». Nel libro si trova anche il monito «Aiutiamo il Veneto», con l'Iban del conto corrente aperto dalla Regione. I soldi raccolti finora sono più di 2 milioni di euro, oltre alla sistemazione di quello che si poteva sistemare: «Siamo più efficienti dei cinesi», ha detto Zaia. Da Roma sono arrivati i primi 15 milioni e una seconda ordinanza che uscirà tra qualche giorno ne stanzia altri 200 da ripartire per tutte le regioni colpite. Ma la mano forte l'hanno data le persone, soprattutto quelle che dall'oggi al domani hanno dovuto fare i conti con l'Apocalisse.

«Sono le dieci e per fortuna siamo vivi racconta nel libro Elena dall'Agordino ma siamo senza acqua, senza corrente e isolati perché la strada vecchia non esiste più e il ponte è un ammasso di detriti. Non sappiamo esattamente cosa sia successo in giro, ma la situazione è tragica». E infatti le stime alcune ancora provvisorie sono: tre vittime, un miliardo di euro di danni stimati, 170mila utenze scollegate, 100mila ettari di bosco coinvolto, 2mila tratti di strade interrotte, 400 km di strade impraticabili, centinaia di evacuati, 200 abitazioni danneggiate, l'acquedotto di Rocca Pietore distrutto, un migliaio di edifici danneggiati in tutta la regione e cinque anni stimati per rimuovere gli alberi caduti. Sono 28mila gli ettari di bosco rasi al suolo. «Il grave problema ha detto Zaia - è il disastro idrogeologico. È una tragedia che deve entrare negli annali della storia. Il Veneto ha subìto un evento catastrofico tra i medio-grandi, secondo il report Federlegno che ha misurato gli oltre 30 schianti avvenuti in Europa dal 1990 a oggi. Il silenzio e la devastazione sui boschi veneti oggi rievoca il quadro tragico di un secolo fa, al termine della Grande Guerra». Zaia ha fatto sapere che dalla manovra dovrebbero arrivare 500 milioni per la difesa del suolo.

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