Veneto, test antidroga per tutti gli studenti

Elena Donazzan, l’assessore all’istruzione e formazione della giunta guidata da Luca Zaia, propone di sottoporre gli studenti della sua regione ai test antidroga

Veneto, test antidroga per tutti gli studenti

In Veneto Elena Donazzan, l’assessore all’istruzione e formazione della giunta guidata da Luca Zaia, propone di sottoporre gli studenti della regione ai test antidroga. “Come per praticare uno sport è necessario sottoporsi ad una visita medico sportiva e dimostrare di godere di una buona condizione fisica", ha detto l’Assessore, "così la frequenza scolastica e lo studio dovrebbero richiedere lucidità e padronanza delle proprie capacità percettive e cognitive".

Trovando condivisibile la proposta suggeritale dal giornalista Alberto Gottardo di Radio Padova, durante una trasmissione in diretta del 14 dicembre, la Donazzan ritiene che "gli esiti del test dovrebbero essere valutati anche ai fini del voto in condotta, arrivando, se necessario, alla bocciatura, in presenza di uso ricorrente".

"Ogni giorno assistiamo a segnalazioni della presenza di droga negli istituti scolastici", dice l'assessore attraverso il comunicato stampa pubblicato sul sito della Regione Veneto. "Ne parla la stampa, sui social imperversano messaggi di ogni tipo, veicolati anche da canzoni provocatorie che spopolano tra i giovanissimi. La diffusione di sostanze stupefacenti appare ormai un fenomeno di consumismo disinvolto tra i più giovani. Ragazzi e preadolescenti vanno a scuola portando nello zaino non la merenda, ma la canna di hashish o marijuana o altre sostanze stimolanti o allucinogene".

La Donazzan ricorda che l'assunzione delle droghe non viene percepita dai giovani come dannosa e parla, citando l’ultima Relazione annuale al Parlamento sul consumo di stupefacenti in Italia, di oltre la metà degli studenti italiani che non considera dannoso l’uso regolare di sostanze psicoattive, tantomeno l’uso occasionale.

"Assumere sostanze stupefacenti sembra sia diventato un comportamento socialmente accettabile, anzi performante”, spiega l'Assessore. "Invece, tutti gli studi scientifici dimostrano quanto grave sia l’impatto di sostanze stimolati e stupefacenti sul cervello e sullo sviluppo psicofisico dei nostri ragazzi, con danni irreversibili che si ripercuoteranno sull’intera società. Per questo credo sia necessario un cambio di rotta, prima di tutto sul fronte educativo".

La Donazzan ha voluto ringraziare anche le forze dell’ordine per i controlli effettuati in Veneto negli spazi pubblici, sui mezzi di trasporto e davanti le scuole, anche attraverso le unità cinofile e ha fatto una denuncia: "una mamma ha riferito di un professore che avrebbe avvisato la classe dell’imminente controllo antidroga [...] considero il comportamento di quel docente gravemente diseducativo. Quell’insegnante dovrebbe essere immediatamente licenziato, perché pericoloso per i propri studenti".

Qualche mese fa la Donazzan aveva chiesto al governo nazionale, attraverso una mozione proposta congiuntamente ad altri consiglieri regionali e esperti di tossicologia, di fermare la vendita libera della cosiddetta cannabis light e dei prodotti derivati, un settore, definito dalla mozione "pericoloso e in proliferazione, con 422 negozi presenti in tutta Italia ed almeno uno in ogni capoluogo di provincia del Veneto", una diffusione, quella della cannabis light, considerata "pericolosa dal punto di vista sia della salute che ideologica e che porta con sé un’evidente disinformazione".

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