Non c'è pace per Beatrice Venezi, la controversa direttrice d'orchestra che da ottobre sarà alla guida musicale del Teatro la Fenice di Venezia. Il sovrintendente dell'istituzione lagunare, Nicola Colabianchi, è stato di nuovo contestato venerdì scorso durante un concerto, in cui dal pubblico sono arrivati chiari inviti a dimettersi seguiti da un lancio di volantini lanciati dai loggioni.
A rinfocolare le polemiche è stata un'intervista di Venezi al quotidiano argentino La Naciòn. "Anche Diego Matheuz la diresse a soli 26 anni, per quanto era un protetto di Abbado. Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un'orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio", ha detto la direttrice, che poi ha aggiunto: "Non provengo da una famiglia di musicisti, sono una donna, ho 36 anni, sono la prima donna direttrice del Teatro La Fenice, e voglio portare un cambiamento. Questo è il punto principale. Hanno paura del cambiamento, del rinnovamento. È più facile rimanere ancorati alle vecchie abitudini. Ma è così che muore un teatro". E poi, ancora: "A Venezia il pubblico è diviso. Abbiamo turisti che vedono un atto dell'opera e poi vanno a mangiare. Abbiamo abbonati, molti dei quali anziani, con le loro preferenze. Ma abbiamo anche giovani che vivono sulla terraferma e non vengono mai sull'isola. E noi non facciamo nulla per loro?".
Secondo Venezi uno degli aspetti su cui il Teatro La Fenice può certamente migliorare è la collaborazione con le altre istituzioni culturali cittadine, come "il Festival del cinema o la Biennale d'arte. L'orchestra e il coro non lasciano quasi mai l'isola. Non è così che si raggiungono nuovi pubblici. Si potrebbero realizzare progetti congiunti".
Parole che hanno irritato molto la Rappresentanza sindacale unitaria del teatro veneziano che parla di "affermazioni gravi, false e offensive, che ledono la professionalità, il merito e la dignità delle professoresse e dei professori d'orchestra della Fenice, professionisti di altissimo livello selezionati esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali basati sul talento e sul rigore procedurale. Offendere i lavoratori e il pubblico del Teatro non è solo un atto di scortesia istituzionale, ma un attacco diretto all'identità stessa della nostra Fondazione".
Anche Colabianchi dissente dalle affermazioni di Venezi, "in quanto conosco l'orchestra, ho avuto modo di conoscerla in questo anno, da quando sono stato nominato sovrintendente, e di apprezzarne le qualità". Durissimo Luca Pirondini, capogruppo dei Cinque Stelle al Senato: "È il momento che Beatrice Venezi faccia un passo indietro".