La verità su Zingaretti e Campidoglio:"Occhio che se si candida..."

Nicola Zingaretti, abbandonata la segretaria del Pd, deve fare i conti con una serie di scandali, ma nonostante ciò in tanti dentro il Pd spingono perché si candidi a sindaco di Roma

La verità sulla corsa al Campidoglio: ​"Se Zingaretti si candida, gli fanno la radiografia..."

Nicola Zingaretti, abbandonata la segretaria del Pd, deve fare i conti con la vicenda 'Concorsopoli', l'ennesimo scandalo che colpisce la sua Regione proprio mentre dal suo partito in tanti spingono perché si candidi a sindaco di Roma.

Lui smentisce di ambire alla poltrona più alta di Palazzo Senatorio, ma nel frattempo continua a bersagliare di critiche il sindaco Virginia Raggi. “Sono presidente della Regione Lazio fino al 2023. Faccio l'amministratore da 14 anni perché in questa Regione ho sempre vinto le elezioni. Mi auguro che la mia comunità metta in campo altre risorse”, ha dichiarato recentemente Zingaretti nel corso della trasmissione Di Martedì, aggiungendo però subito dopo: “Sono stato il primo a dire che consideravo la ricandidatura di Virginia Raggi una minaccia per Roma. Lo dico ancora oggi, non è che ho problemi. Non confondiamo l'amore per Roma con il basso calcolo delle alleanze politiche". In poche parole si è sfilato dalla corsa, ma ha ricordato di essere un vincente e ha ammonito i suoi a non sottovalutare la Raggi. Il centrosinistra non può permettersi di perdere ancora la Capitale che ha guidato dal '93 al 2008 e il Pd non commettere nuovamente l'errore di sbagliare candidato come fece con Ignazio Marino nel 2013. Proprio quello sarebbe dovuto essere l'anno di Zingaretti al Campidoglio, ma il partito lo costrinse a cambiare obiettivo dopo la caduta anticipata della giunta regionale guidata da Renata Polverini. Ora il panorama politico è totalmente mutato e, nonostante Zingaretti si sia dimesso da segretario affermando di 'vergognarsi' del suo partito, il Pd sembra intenzionato a puntare su di lui per riconquistare il Campidoglio. Se da un lato Enrico Letta ha stoppato la corsa dell'ex ministro Roberto Gualtieri, dall'altro lato Goffredo Bettini, colui che da anni ha l'ultima parola sui candidati del centrosinistra, insiste sul nome dell'ex segretario.

Zingaretti, però, da presidente della Regione Lazio, si trova davanti a sé tutta una serie di scandali. “Concorsopoli è solo l'ultimo che ha travolto la Regione Lazio. Basti pensare all'affare mascherine, all'arresto della dirigente dei rifiuti o ai debiti fuori bilancio. L'impressione è che Il presidente Zingaretti abbia perso il polso della situazione o almeno il controllo dei suoi uomini”, commenta a ilGiornale.it il consigliere regionale di FdI, Chiara Colosimo che aggiunge: “È il prezzo che sta pagando per aver privilegiato, in questi anni, il ruolo di segretario del Pd piuttosto che quello di presidente e di aver delegato le questioni regionali ad altri esponenti del suo partito”. Colosimo, perciò, è convinta che “Zingaretti non si lascerà sfuggire l'opportunità di candidarsi a Sindaco di Roma e così scappare ancora una volta dalle sue responsabilità politiche”.

Ma come può un politico che guida una giunta regionale colpita ogni giorno da uno scandalo diverso (ora c'è anche quello dei ventilatori polmonari cinesi), essere in pole position nella corsa per il Campidoglio? “La vittoria a Roma dipende anche dalla forza che la Raggi continua ad avere e dagli altri concorrenti. La corsa è molto aperta, tutti hanno la possibilità di vincere e le elezioni sono ancora lontane, ma le dimissioni da segretario non hanno portato alcuna sorta di risentimento da parte degli elettori del Pd”, ci spiega il sondaggista Renato Mannheimer, fortemente convinto che l'ex segretario ha ancora tante possibilità di diventare sindaco di Roma, qualora lo desiderasse. “L'opinione pubblica si è accorta poco di tutte queste vicende che hanno toccato Zingaretti”, aggiunge il sondaggista che sottolinea: “Fontana fa più rumore di lui perché ha una grande responsabilità sull'andamento dei vaccini in Lombardia. Lo scandalo 'Concorsopoli, invece, trova spazio solo nelle pagine interne”.

Eppure una nostra fonte, che ha trascorso tutti gli anni '90 all'interno del Campidoglio, è pronta a scommettere che la riluttanza che Zingaretti mostra verso l'ipotesi di una sua candidatura a sindaco sia dovuta agli ultimi scandali: “Mi sembra chiaro che ha paura. Se si presenta a Roma, gli fanno una radiografia mostruosa e vanno a indagare persino quale vestito indossava il giorno della comunione. E, allora, c'è anche il rischio che perda”. E allora perché continua a circolare insistentemente il suo nome? “Il nome di Zingaretti, contrariamente a quanto si pensi, circola anche perché voglio dare una ridimensionata a Letta che vuol decidere tutto lui e si sta facendo nemici ovunque”, ci dice sempre la nostra fonte che maliziosamente aggiunge: “Ricordiamoci che Letta è un facente funzione, una sorta di supplente. Se vuol fare il segretario veramente, deve indire un congresso e deve vincerlo con uomini. Ora tutti gli stanno battendo le mani, ma tra un po' si chiederanno: ma chi è questo?”.

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