Un fiume di soldi sta affluendo nelle casse dell'Associazione nazionale magistrati in vista del referendum sulla giustizia. Soldi senza nome. L'elenco lo conosce solo l'Anm, che rifiuta di renderlo noto, e rifiuta anche di consegnarlo al ministero della Giustizia. Di fatto, l'elenco dei finanziatori del Comitato per il No è destinato a restare segreto, tranne che per i magistrati medesimi. "Esiste un filone del finanziamento occulto della magistratura?", chiede Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato.
Il caso esplode quando Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, scrive al presidente dell'Anm Cesare Parodi per conoscere l'elenco dei sottoscrittori (foto qui a destra). La Bartolozzi si rivolge all'Anm per poter rispondere all'interrogazione parlamentare del deputato di Forza Italia Enrico Costa, che sabato, dopo avere letto sui giornali della raccolta fondi organizzata dal comitato per il No fondato dall'Anm, ha denunciato il rischio di un "potenziale conflitto di interessi tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto all'Anm". Nel testo della sua interrogazione, Costa rendeva ancora più esplicito il suo timore: "Cosa accadrebbe ove un magistrato iscritto all'Anm si trovasse di fronte, nella propria attività in tribunale, un finanziatore del comitato? Se si trovasse a discutere un procedimento in cui sono parti contrapposte un finanziatore del No e un sostenitore del Sì?"
Nordio gira la pratica alla Bartolozzi, dopo avere garantito a Costa di "confidare nella piena trasparenza della Anm". Nella sua lettera a Parodi, la Bartolozzi invita il leader dei magistrati a "rendere noto alla collettività, nell'ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato Giusto dire No da parte di privati cittadini". Ed ecco la risposta di Parodi, che scrive: "Non sono nelle condizioni di rispondere in quanto il Comitato in questione è solo stato promosso dall'Anm, ma è soggetto anche giuridico assolutamente autonomo". Due cose diverse, Anm e Comitato? Nella sua interrogazione Costa evidenzia che i due organismi hanno la stessa sede, che il presidente Anm è nel direttivo del Comitato, che al direttivo del Comitato partecipa di diritto il portavoce dell'Anm: la distinzione tra il sindacato delle toghe e il comitato che raccoglie fondi, commenta ieri il parlamentare azzurro, è "una barzelletta".
Ma nel suo diniego alla richiesta del ministero, Parodi va più in là, e spiega che comunque, anche se li avesse, l'Anm non consegnerebbe gli elenchi dei finanziatori perchè "la richiesta di rendere pubblici dati di privati cittadini ritengo sia contrario alle salvaguardia della loro privacy". D'altronde, dice, a raccogliere i soldi "non è un Comitato di tipo politico, ma di servizio alla cittadinanza sui temi del referendum". A fargli da sponda arriva subito la responsabile Giustizia del Partito democratico Debora Serracchiani, per la quale la richiesta inviata dalla Bartolozzi "sa tanto di liste di proscrizione". Pretendendo di conoscere l'elenco dei finanziatori delle toghe, aggiunge la Serracchiani, "si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno No".
Ma ci sono magistrati che fanno sapere di non sentirsi affatto intimiditi: come Andrea Mirenda, consigliere del Csm, che aggiunge al Giornale: "Premesso che non sono iscritto, sarebbe comunque simpatico conoscere se e quanti dei fondi dell'Anm, derivanti dalle quote associative, siano stati devoluti, e come, per sostenere il Comitato del No nella sua chiara iniziativa politica".