Come vincere in Borsa con Trump

Il cambio alla Casa Bianca può offrire nuove opportunità di guadagno, ecco quali

Come vincere in Borsa con Trump

Ci risiamo. Esattamente come il 24 giugno, il giorno dopo il referendum britannico che ha sancito la vittoria della Brexit, anche oggi i mercati sono in fibrillazione.

Le attese erano tutte (o quasi) per la Clinton, ritenuta, a torto o a ragione, come la naturale prosecuzione dell'amministrazione Obama: per i mercati, a cui non piacciono i cambiamenti, la vittoria di Trump è invece fonte di preoccupazioni. Ma, come la Brexit ha insegnato, i risparmiatori devono adottare un approccio cauto ed evitare di assumere scelte emotive. Anche perché le forti perdite della prima settimana degli indici di Borsa post Brexit sono state tutte ampiamente riassorbite prima dell'esito delle elezioni presidenziali Usa. Quindi se si è scelto, insieme al consulente di fiducia, una soluzione per soddisfare i propri bisogni per il medio lungo periodo si deve restare coerenti e proseguire come programmato. Questo non vuol dire però rinunciare ad alcune soluzioni tattiche che permettono di ottimizzare il portafoglio. Ecco di seguito alcune indicazioni da adottare entro la fine dell'anno e quelle da mettere in pratica per il 2017 per tre diversi profili di investitore.

Per difendere il capitale vanno evitati i Bot nei prossimi mesi

L'investitore prudente che punta a difendere il capitale per i prossimi due mesi deve evitare sia i bot che i ctz che offrono tassi negativi: in pratica, sottoscrivendoli non solo non si guadagna nulla ma si ottiene alla scadenza un capitale inferiore a quello iniziale investito. Allo stesso modo meglio non sottoscrivere neppure gli etf e i fondi monetari euro: dal momento che il loro portafoglio è sostanzialmente impiegato in titoli di stato in euro a breve termine, sono destinati a non registrare guadagni come hanno fatto negli ultimi 12 mesi (il loro rendimento medio da inizio anno è stato pari a -0,4% mentre quello annuale è calato dello 0,5%).

Una soluzione praticabile invece consiste nel mantenere i risparmi in un buon conto online remunerato. Attualmente ce ne sono in circolazione alcuni che, anche senza vincoli, garantiscono una remunerazione dello 0,5%/1,0% lordo annuo. Ancora meglio se il conto online a cui si aderisce è quello offerto da una rete di consulenti finanziari. Per esempio, chi avesse optato per questa scelta a giugno, subito dopo l'esito della Brexit, avrebbe potuto sfruttare il crollo delle Borse e, investendo soltanto il 10% del capitale avrebbe guadagnato circa un punto percentuale: cioè l'equivalente del rendimento annuale dell'intero patrimonio in un buon conto di deposito vincolato.

Tramite i consigli dei consulenti, è possibile allestire un portafoglio di medio periodo (tra i 12 e 36 mesi) in grado di ottenere un rendimento superiore al punto percentuale senza assumere rischi eccessivi e con la certezza di essere assistiti durante i periodi di turbolenza dei mercati.

Pochi rischi con etf sull'oro e fondi legati all'inflazione Usa

Cosa deve fare nei prossimi due mesi l'investitore che vuol ricavare un rendimento positivo senza tuttavia correre troppi rischi? Se l'esposizione azionaria fosse superiore al proprio profilo si può ridurre l'esposizione al mercato azionario (senza tuttavia intaccare la quota dedicata al lungo periodo); il capitale ricavato può essere destinato a etf e fondi legati all'inflazione Usa le cui quotazioni sono ancora relativamente contenute: questa opzione consente di sfruttare un aumento delle attese di inflazione statunitense. Una piccola quota (massimo il 5%) in etf e fondi monetari in yen e franchi svizzeri permette invece di sfruttare la corsa ai beni rifugio che sta scattando in queste ore dopo la vittoria di Trump. Un'altra piccola scommessa a rischio «relativamente contenuto» è poi quella di puntare sugli etf specializzati sull'oro: dopo la correzione degli ultimi 2 mesi, le quotazioni del metallo giallo non sono care e la corsa ai beni rifugio premierà anche l'oro.

E nel medio-lungo periodo? Per puntare a un rendimento del 3% annuo nei prossimi tre anni, la liquidità nel 2017 dovrà essere indirizzata sia per sfruttare una eventuale forte correzione delle Borse e sia per allargare la componente in valuta estera, la cui percentuale dovrebbe oscillare tra un (minimo) del 30% e un (massimo) del 50%. Le valute da preferire sono il dollaro Usa (soprattutto se il fixing eur/usd dovesse salire oltre 1,15), il dollaro australiano (divisa legata alla ripresa economica), la corona norvegese (supportata dai buoni fondamentali del paese) e il franco svizzero (moneta rifugio per antonomasia). Una parte di valute può essere impiegata in un etf monetario paesi emergenti per approfittare della prevista rivalutazione delle divise dei paesi in via di sviluppo nei prossimi tre anni.

I più temerari possono puntare su biotech e "miracolo" indiano

Coloro che amano il rischio e sono disposti a correrne molti per assicurarsi alti guadagni, nei prossimi due mesi possono sfruttare gli etf a leva tre sull'oro. Si tratta di prodotti che moltiplicano per tre (sia a rialzo che al ribasso) la variazione del prezzo del metallo giallo. Se per esempio il prezzo dell'oro salisse del 5% si realizzerebbe un guadagno del 15%: con la volatilità di questi giorni è possibile anche in poche sedute di Borsa. Stesso discorso per scommettere al ribasso sulle Borse: tramite gli etf a leva short (che fanno guadagnare sui ribassi) è possibile trasformare le correzioni dei listini in ottime plusvalenze (o perdite pronunciate se si sbaglia il momento giusto di entrata e uscita).

In ottica di medio lungo termine il consiglio è quello di dedicare almeno un 5% agli etf sull'oro e almeno un 10% (meglio un 20%) a etf e fondi inflation linked che beneficeranno della ripresa dell'inflazione. Per quanto riguarda la parte obbligazionaria invece una quota del 10% andrebbe destinata a fondi high yield Usa e un'altra, sempre del 10%, a fondi obbligazionari paesi emergenti. La parte azionaria, invece potrebbe far leva su due temi di investimento a cui dedicare ognuno il 20%: l'India e la biotecnologia. Il primo è il paese del G20 che dovrebbe vedere aumentare gli utili aziendali del 15%. Il secondo tema, quello della biotecnologia, riguarda un settore che ha sofferto molto la probabile elezione della Clinton, contraria al caro farmaci. Ma ora, con la vittoria di Trump il settore biotech potrebbe recuperare i massimi del 2015 da cui è distante circa il 50%. Un portafoglio così allestito potrebbe offrire un rendimento complessivo nei prossimi tre anni del 30% (ovvero del 10% circa all'anno): in uno scenario particolarmente avverso, però, le perdite potrebbero essere altrettanto rilevanti.

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