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Vincitori delle slot nelle grinfie dello Stato: tassa del 6% sul bottino

Le videolotterie equiparate a Superenalotto e Gratta e Vinci: chi incassa più di 500 euro dovrà pagare la tassa al Fisco

Vincitori delle slot nelle grinfie dello Stato: tassa del 6% sul bottino

Un'eredità dell'ex premier Mario Monti. Una delle tante. Pesantissima, come tutte le altre. Si tratta di un'altra tassa, ovviamente. Non colpirà tutti ma solo chi tenta la fortuna con le slot machine. A partire dal primo agosto scatterà, infatti, la nuova tassa sulle videolotterie: chi vincerà oltre 500 euro dovrà dare il 6% al Fisco.

La nuova tassa voluta da Monti nel 2011, quando il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo aveva chiamato na Palazzo Chigi, è stata "approvata" mercoledì scorso dalla Corte costituzionale che ha dichiarato "non fondata la questione di legittimità costituzionale" della norma. Entrato in vigore nel gennaio del 2012, il balzello sulle vincite è stato immediatamente bloccato dal Tar del Lazio dopo una quantità spropositata di corsi e ricorsi. Adesso la "tassa sui poveracci", così è già stata ribattezzata per il misero gettito che porterà alle casse dello Stato, è pronta a tornare in grande spolvero. Come spiega l'Agipronews, l'agenzia specializzato in lotterie e giochi, la tassa potrà ora entrare in vigore al quindicesimo giorno dalla pubblicazione, "dunque un minuto dopo la mezzanotte tra il 30 e il 31 luglio".

I concessionari delle slot machine non sono così entusiasti. I tecnici dei Monopoli non hanno dato loro nemmeno il tempo per "mettere a regime le macchine e adeguare i sistemi informatici". Secondo l'Agipronews, infatti, sarebbero già state predisposte "le misure necessarie a mettere in stand by le videolotterie" che "non potessero eventualmente effettuare il prelievo sulle vincite, che in questo caso sarebbero inibite all'accettazione di gioco".

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