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La violenza rossa sfila ancora e minaccia Fontana e Sala

Carc, Cobas e centri sociali di nuovo in piazza a Milano "Noi la crisi non la paghiamo: fine della pace sociale"

La violenza rossa sfila ancora e minaccia Fontana e Sala

L'esordio nella notte, con la scritta a caratteri cubitali sulla parete di un sottopassaggio in zona Chiesa Rossa: «Fontana assassino, Sala zerbino». Nel pomeriggio il corteo in centro con striscioni e slogan contro il governatore della Lombardia e il sindaco di Milano. Ieri per centri sociali, antagonisti, sindacati di base e Carc è stato il giorno della ripresa di possesso della piazza. La parola d'ordine della protesta organizzata da SiCobas e Adl è stata: «Facciamo pagare la crisi ai padroni». L'avvertimento: «Noi la crisi non la paghiamo. Oggi finisce la farsa della pace sociale».

Il nuovo murale di una decina di metri apparso nella periferia sud della città (poi cancellato) fa il paio con quelli contro Attilio Fontana firmati dai Carc nelle scorse settimane e su cui la Procura ha aperto un'inchiesta per minacce e diffamazione. Il presidente lombardo è stato anche messo sotto scorta. Questa volta però le Volanti della polizia hanno sorpreso alcuni giovani poco lontano dal sottopassaggio. La scritta è stata realizzata nella notte. La Digos sta indagando, ma le persone bloccate e identificate sarebbero vicine al collettivo Zam. Il centro sociale scriveva sui social poche ore prima della manifestazione di ieri: «Milano non dimentica la gestione criminale dell'emergenza sanitaria in Lombardia, la negligenza e le incapacità di chi governa questa Regione. Fontana e Gallera sono i responsabili politici della morte di 16mila persone». Ieri in corteo la scritta «Assassini, le vite valgono più dei vostri profitti» è stata esposta dai sindacati di base e la frase che attaccava Fontana e Sala è stata riproposta dai Carc. Insieme al Pirellone un altro bersaglio dei manifestanti sono stati Assolombarda, davanti alla cui sede in via Larga si è riunito il primo nucleo di persone, e il neopresidente di Confindustria Carlo Bonomi. Per gli organizzatori, a marciare verso piazza Duomo c'erano circa 5mila persone. Il traffico delle auto è stato deviato e le forze dell'ordine erano schierate. Nessuna tensione, ma molti attacchi violenti alle istituzioni. Il servizio d'ordine ha più volte chiesto a tutti di indossare la mascherina, raccomandazione rispettata, e di mantenere le distanze, ma la calca è stata inevitabile. In un primo momento la protesta doveva tenersi in pizza San Babila, poi è stata spostata perché le forze dell'ordine hanno previsto la partecipazione di oltre 2mila persone. Il gruppo dei Carc, una ventina di ragazzi, esponeva uno striscione con la scritta: «Commissariamento popolare, potere a chi lavora». Tra gli slogan scanditi: «Fontana, Gallera, Formigoni tutti criminali, servi dei padroni» oppure «Fontana, Gallera sono da cacciare, comissariamento popolare», «Rsa, miseria e lutto, pagherete caro pagherete tutto». Dagli altri gruppi: «Fontana assassino», «La loro normalità è repressione», «Padroni assassini pagherete tutto», «Potere a chi lavora», «La colpa dei morti è vostra».

Da Forza Italia è arrivata «solidarietà al governatore Attilio Fontana e al sindaco Giuseppe Sala per la vergognosa scritta apparsa in zona Chiesa Rossa. Gli antagonisti di sinistra - sottolinea il consigliere comunale e capogruppo di Fi in Consiglio regionale - stanno alimentando una pericolosa spirale d'odio che va fermata il prima possibile». E la segretaria metropolitana del Pd, Silvia Roggiani: «Solidarietà al presidente Fontana per le inaccettabili minacce e al sindaco Sala per le offese altrettanto ignobili. Le nuove scritte comparse in zona Chiesa Rossa sono l'ennesimo episodio che testimonia un clima d'odio che fa male a Milano e alla Lombardia. La politica si fa con confronti, anche aspri, ma non con la violenza e le azioni vili. Chi sceglie questa strada troverà in noi sempre una ferma condanna».

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