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La voce dei lettori: "Con voi da 50 anni"

Una coppia emiliana: "Nelle scuole i prof dicono chi non votare"

La voce dei lettori: "Con voi da 50 anni"
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L’Italia, purtroppo, non è un Paese libero, o forse non lo è mai stato un Paese libero in certe sue zone, dove ancora si ha timore di esternare le proprie idee politiche quando queste non sono di sinistra. È una realtà che molti lettori de il Giornale , e in generale i liberali, conoscono bene, soprattutto nella provincia, ancor più se è quella dell’Emilia, soprattutto in Emilia, ultima vera roccaforte rossa del Paese da dove proviene una coppia (lui ex dirigente), che partecipa alla 15esima festa dei lettori de il Giornale. Bisogna essere neutrali, non far capire che non si vota a sinistra, non esprimere pensieri che vanno contro il comune sentire di quelle parti, pena l’esclusione dalla comunità, e la messa al bando.

È un sentimento comune che accompagna ancora i liberali italiani, che temono di parlare per non essere ghettizzati.la ghettizzazione.

“Preferiamo restare anonimi”, ci dice una coppia (lui ex dirigente), che partecipa alla 15esima festa dei lettori de il Giornale, ci dicono. che sceglie Scelgono ogni giorno questo quotidiano fin dagli anni ‘70 perché “racconta il nostro Paese e anche la politica internazionale in un modo secondo noi molto aperto e interessante rispetto ad altri quotidiani, che invece fanno narrazioni a nostro avviso non sempre rispondenti alla verità”. Oggi, dicono, “l'Italia sicuramente ha acquisito maggior autorevolezza nei confronti sia europei che degli Stati Uniti e questo voi ce lo raccontate in maniera aperta, netta e per noi illuminante”.

Arrivano proprio dall’Emilia-Romagna ma in passato hanno attraversato l’Italia per lavoro, toccando con mano le diverse realtà del Paese fino a far ritorno nella loro terra. Ci spiegano che, dalle loro parti, "In certe realtà, se non hai la tessera giusta non ti muovi: i posti sono occupati e s se non sei dei loro non entri”, ci spiegano e a scuola, “alcuni professori dicono agli studenti chi non devono votare”fotografando la realtà ben nota. Un tempo la sinistra “aveva un pensiero diverso sul rispetto degli altri, dell'educazione e della cosa pubblica. Erano duri nel confronto, ma lo accettavano. Poi c'è stata una regressione incredibile: giustificano qualsiasi cosa e non rifiutano il dialogo”. Una condizione che emerge anche nelle parrocchie, dove “una volta l'oratorio era per i ragazzi che andavano in chiesa, ora ci sono quasi solo stranieri. L'atteggiamento della Chiesa è incomprensibile”.

I lettori, che sono attivamente impegnati nel sociale e sono sostenitori credono nella solidarietà, ci dicono che “l'accoglienza è giusta”, ma “nel rispetto delle nostre tradizioni.nostre tradizioni”.

Invece, per una sorta di spinta eccessiva, “siamo chiusi in casa nostra: non si può avere paura di uscire, ma se lo dici sei razzista”, perché nelle città “che un tempo erano tranquille oggi conoscono accoltellamenti e degrado, i ragazzi hanno paura di andare all'università perché temono alcuni percorsi perché temono certi percorsi e a questo si aggiunge la desertificazione commerciale”. Ci dicono che persino in certi ambienti scout, in quelle zone, “si tocca con mano l'indottrinamento: i capi sono spesso schierati e non accettano ragionamenti diversi e se ti esponi vieni isolato”.

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