"Volete la pace o i condizionatori accesi?"

In conferenza stampa dopo l'approvazione del Def, il premier Draghi entra a gamba tesa sul tema del gas russo affermando che il prezzo del gas non può essere scambiato per la pace: ecco cosa ha detto

Draghi: "Volete la pace o i condizionatori accesi?"

Inevitabilmente, guerra ed economia sono sempre più intrecciate come dimostra il caro-bollette con il Def che ha messo a disposizione altri 5 miliardi di euro per aiutare le famiglie italiane in difficoltà. Ma il tema adesso è anche la fine del conflitto, auspicabilmente il prima possibile, per evitare ulteriori rincari e problematiche a cui gli italiani non vogliono nemmeno pensare. Ecco perché Mario Draghi, in conferenza stampa, ha inviato un messaggio chiaro anche nei toni e nelle espressioni utilizzate. "Faremo tutto ciò che è necessario per aiutare famiglie e imprese all'interno della cornice europea. La disponibilità del governo c'è ed è totale", dando una sferzata anche sul dibattito in corso sulle sanzioni alla Russia, su cui l'Italia, ribadisce, è completamente allineata alle decisioni di Bruxelles. "Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?" Come a dire: va bene il caro energia ma dobbiamo risolvere un problema adesso più importante.

"Questa è la domanda da porsi"

Sul tema, il premier rincara la dose. "Questa è la domanda che ci dobbiamo porre. Se l'Ue ci propone l'embargo sul gas, siamo contenti di seguire. Quello che vogliamo è lo strumento più efficace per la pace. Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace", affonda. Ma rassicura, perché anche senza il gas russo "fino a fine ottobre siamo coperti, le conseguenze non le vedremmo fino all'autunno". Al momento, la chiusura dei "rubinetti" del gas di Putin non sono un problema imminente perché il quadro è in continua evoluzione: più la guerra diventa orrenda, più i Paesi alleati si chiedono cosa possa fare la per indebolire la Russia e permette a Kiev di sedersi al tavolo della pace.

"Una proposta tra pochi giorni"

Alla vigilia dell'incontro con il primo ministro olandese, Mark Rutte, il capo del governo ha parla anche della risposta comunitaria sull'energia: "Ci sarà una proposta che uscirà fra pochi giorni" perché ci sono punti di vista diversi fra Italia, Germania e Olanda. Ad esempio, il famoso "tetto comune" sul prezzo del gas, cavallo di battaglia dell'Italia. "Continuiamo a discutere" ma "non possiamo solo aspettare", l'intenzione è andare avanti con provvedimenti "nazionali", afferma Draghi. Dopo un periodo di interruzione del confronto, Draghi vedrà anche i sindacati a Palazzo Chigi: una riunione che il premier definisce "importante", perché "l'Italia si trova attaccata da più fronti" e "la cosa più naturale" da fare è trovare "una strada comune".

La fiducia agli imprenditori

Infine, un pensiero agli imprenditori che si lamentano di come non sia più conveniente produrre in Italia. Draghi, però, invita a non drammatizzare perchè non siamo peggio degli altri, anche se lo pensiamo, e che "i destini mondiali si ripercuotono con maggior impatto" su di noi. In realtà, le materie prime mancano a tutti in Europa, "il cemento manca a tutti e le previsioni tendono in negativo quasi dappertutto". Detto ciò, il governo è consapevole delle sofferenze del tessuto produttivo, alle prese con l'impennata dei prezzi dell'energia, e per questo valuterà anche di rafforzare gli aiuti. Un pensiero anche ai partiti: "Fra la riaffermazione dei vari partiti e l'unità di intenti sono sicuro che i cittadini scelgono la seconda", conclude.

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