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Weinstein, via al processo. Proteste #metoo in strada

L'ex produttore di Hollywood rischia l'ergastolo Due accuse di violenza. Lui: rapporti consensuali

Weinstein, via al processo. Proteste #metoo in strada

Ieri mattina all'alba a New York, è iniziato il processo a Harvey Weinstein, ex re di Hollywood decaduto con una vita in carcere davanti a sé. La notte dei Golden Globe appena andata in scena, star del cinema e passerella, fotografi e baci mandati con le mani, sorrisi alla stampa e applausi, Gwyneth Paltrow che oggi fa parlare di sé per l'abito e le sue trasparenze, era stata tra le prime a denunciare di essere stata vittima del mostro. Il silenzio e la sofferenza tenuta a covare per anni. La paura per il potere e la forza del produttore più temuto di Hollywood.

Due anni di accuse; la prima, la più coraggiosa e la più dirompente, la diga che non tiene più, rivelazioni, abusi e molestie sessuali denunciate, un orrendo vaso di pandora scoperchiato, 80 donne che accusano pubblicamente. Nomi importanti e sconosciuti insieme, come un'epidemia che senza controllo aveva infettato tutti. Salma Hayek, Gwyneth Paltrow, Asia Argentino, Angelina Jolie e Uma Thurman. Da questo caso ha tratto linfa il movimento #metoo in difesa delle donne, che sarà presente in aula. Dell'ex produttore cinematografico di 67 anni, ricco e temuto, resta solo quel completo bianco e nero che sembra preso in prestito ai protagonisti di Pulp fiction. Dentro si nasconde il corpo sconfitto e accartocciato di un vecchio sconfitto, la bocca aperta e gli occhi spenti. La barba incolta e il girello per sostenere i passi. All'entrata del tribunale è stato accolto dalla contestazione di donne che hanno esposto cartelli di protesta. E sarà certo un processo evento.

L'opinione pubblica continua a spaccarsi tra chi vorrebbe una punizione esemplare e chi invece invita a fare attenzione nel distinguere le molestie sessuali dal reato di stupro. Che poi è la linea difensiva dei legali di Weinstein, che ha ammesso e chiesto scusa per i suoi comportamenti ma ha sempre parlato di relazioni consensuali, in alcuni casi durate anche nel tempo. E per le quali - sostengono i suoi avvocati - ha già pagato duramente perdendo tutto: la sua società di produzione cinematografica, la Miramax, la sua reputazione e il suo matrimonio. Ma ora Weinstein rischia fino all'ergastolo. Intanto, nel giorno in cui si è aperto il processo è stato incriminato a Los Angeles per due nuovi capi di imputazione di violenza sessuale. L'atto giudiziario si riferisce a due diversi episodi accaduti in due giorni consecutivi nel 2013. Delle ottanta denunce, molte sono cadute a dicembre grazie a un accordo extragiudiziale, in base al quale le vittime verranno risarcite da Weinstein per un totale di 25 milioni di dollari. Eppure tutti vogliono vedere da vicino l'uomo sconfitto, quel re Mida detronizzato e buttato nella polvere. Delle ottanta denunce, molte sono cadute a dicembre grazie a un accordo extragiudiziale, in base al quale le vittime verranno risarcite da Weinstein per un totale di 25 milioni di dollari. Il processo si baserà su due denunce: quella di una donna che accusa il produttore di averla stuprata nel 2013 in un hotel di New York, e un'altra, Mimi Haleyi, che ha raccontato di essere stata costretta a un rapporto orale nell'appartamento del produttore, a Soho, Manhattan. Il processo dovrebbe durare fino a marzo; ieri nessuna star tra i banchi, anche se sarà un processo evento. I 120 posti destinati al pubblico erano già occupati dalle 7 del mattino, gran parte dei duecento giornalisti accreditati era arrivato intorno alle 5. Lo show per vedere la caduta di quello che una volta fu come un dio ha inizio.

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