Zelensky a Mykolaiv e Odessa: "Controffensiva, poi negoziati". Dagli Usa stop ai super droni

Il leader al fronte: "Non smettiamo di lottare per la vittoria". Ipotesi di colloqui a fine agosto: "Ma prima attacchi in alcuni luoghi"

Zelensky a Mykolaiv e Odessa: "Controffensiva, poi negoziati". Dagli Usa stop ai super droni

Benvenuto al Sud. Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ieri si è recato in visita a Mykolaiv e a Odessa, facendo capolino per la prima volta sul fronte meridionale dall'inizio della guerra, quasi quattro mesi fa.

Mykolaiv è una delle città più bombardate dai russi, che cercano da mesi di conquistarla come già fatto con la vicina Kherson, da cui è divisa da una cinquantina di chilometri. Città portuale che prima della guerra contava circa mezzo milione di abitanti e che è un obiettivo strategico dei russi trovandosi sulla rotta per Odessa, il porto più grande dell'Ucraina. Un video mostra Zelensky osservare un edificio gravemente danneggiato, consegnare medaglie al governatore della regione Vitaliy Kim e al sindaco della città Oleksandr Sienkevych e documenta l'incontro con i funzionari locali. «Abbiamo discusso dello stato dell'economia, del ripristino della fornitura dell'acqua, della situazione dell'agricoltura. Abbiamo posto particolare attenzione alle minacce dalla terra e dal mare. Non smettiamo di lavorare per la vittoria dell'Ucraina», ha scritto Zelensky su Telegram. Poi tappa a Odessa, grande porto sul Mar nero. Qui, come testimoniato dalle foto pubblicate dal suo entourage, il presidente ha visitato il reparto traumatologico e parlato coi soldati feriti sottoposti a cure in una struttura medica. «È importante che siate vivi. Finché sarete vivi c'è un forte muro ucraino che protegge il nostro Paese», ha detto ai militari Zelensky.

Ieri Kiev ha anche rinviato la riapertura dei negoziati con i russi, sospesi di fatto da fine marzo, «a fine agosto», dopo alcune controffensive ucraine. Lo ha detto il capo della squadra negoziale con la Russia sulla guerra, David Arahamiya.

In attesa della riscossa di Kiev, ora è il momento del forcing russo. Nella notte tra venerdì e ieri l'esercito di Mosca ha lanciato nuovi attacchi contro la regione orientale di Dnipropetrovsk, bombardando in particolare il distretto di Kryvyi Rih, città natale dello stesso Zelensky. Le truppe russe hanno sparato più volte con l'artiglieria sul villaggio di Velyka Kostromka. Sotto attacco anche la regione di Lugansk: l'esercito russo ha colpito con artiglieria e missili le posizioni delle truppe ucraine e le infrastrutture civili vicino a Lysychansk, Metiolkino, Ustynivka e Voronove. Attacchi aerei nelle aree di Syrotyne e Borivske, mentre gli ucraini avrebbero respinto un assalto russo a Severodonetsk. Nella notte, missili da crociera sono stati lanciati sulla regione di Odessa, ma sarebbero stati abbattuti dalla contraerea ucraina. Colpita da alcuni missili la raffineria di petrolio di Kremenchuk, a sud-est di Kiev.

L'aggressività dei russi ha spinto l'amministrazione Biden a bloccare la consegna all'Ucraina di quattro superdroni Mq-1C Gray Eagle che possono essere armati con missili Hellfire, strumenti particolarmente sofisticati che gli americani temono potrebbero finire nelle mani russe, finendo per rafforzarli e per fornir loro informazioni sensibili.

Kiev sta cercando di accelerare l'ingresso nell'Ue, dopo aver incassato venerdì il parere positivo della Commissione Ue per lo status a Kiev di Paese candidato. Il presidente Zelensky ha presentato alla Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, un disegno di legge che ratifica la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione della violenza domestica, nota anche come Convenzione di Istanbul. La Convenzione di Istanbul, firmata dall'Ucraina nel 2011 ma mai ratificata, è da molti Paesi europei considerata una precondizione per l'accesso di Kiev in Europa.

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