Zone rosse senza aiuti Zaia: "Vado in tribunale"

Dal Dl Rilancio spariti i fondi per i Comuni più colpiti. E Conte corre ai ripari: li ripristino

A ll'inizio non erano previsti, poi sono stati aggiunti, infine li hanno cancellati. E ora il premier Giuseppe Conte promette di inserirli di nuovo grazie a un emendamento. La polemica riguarda i 200 milioni di euro di ristoro per i comuni dichiarati zona rossa in tutta Italia durante questi mesi di epidemia di Coronavirus. Da Vo' Euganeo, in provincia di Padova, uno dei primi focolai del contagio, ad alcuni paesi del Vallo di Diano e la cittadina di Ariano Irpino in Campania. Infatti i governatori Luca Zaia e Vincenzo De Luca sono stati i primi a insorgere appena hanno visto in Gazzetta Ufficiale la rettifica al Dl Rilancio con la modifica all'articolo 112 del testo che ora prevede i contributi soltanto per i Comuni «ricadenti nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza», le più colpite dal virus nella fase iniziale, escludendo i Comuni isolati con ordinanze regionali. Da Nord a Sud. Durissimo Zaia in conferenza stampa: «O modificano il decreto o il tribunale li sistema per le feste. È impresentabile quel decreto». La protesta del governatore veneto non è concentrata solo su Vo' ma anche sulle province di Treviso, Venezia e Padova. «Mai successo nella storia della Repubblica italiana che una legge bollinata venga modificata con un comunicato, il Veneto vuole la sua parte», conclude Zaia.

Si accoda De Luca, presidente dem della Campania: «Abbiamo detto al governo che questo orientamento è sbagliato e deve essere cambiato, aspettiamo risposte dal Governo».

E a Palazzo Chigi stanno cercando una soluzione. Giovedì è arrivata la rassicurazione del viceministro dell'Economia, la grillina Laura Castelli: «La norma va estesa a tutte le realtà che sono diventate zona rossa in questi mesi». Con lei tutto il M5s. La toppa per riparare alla modifica fatta dall'ennesima «manina» in Gazzetta Ufficiale sarà un emendamento presentato alla Camera da quattro parlamentari del centrosinistra: Federico Conte (Leu), Umberto del Basso de Caro (Pd), Vito De Filippo (Iv) e Nico Stumpo (Leu). «La proposta di modifica è pronta - dicono i deputati - e sarà presentata non appena partirà l'iter per la conversione del decreto». L'obiettivo è quello di garantire sostegni e bonus fiscali a tutti i Comuni che sono stati dichiarati zona rossa per 30 giorni. Ed è stata già incassata la disponibilità del titolare del Mef Roberto Gualtieri. Conte ha assicurato ai suoi: «Verrà presentato un emendamento per comprendere tutte le altre zone rosse d'Italia. È una questione di equità e giustizia sociale».

La capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini accusa il governo: «Escludere dai finanziamenti Vo' Euganeo, Ariano Irpino e un altro centinaio di Comuni isolati per settimane a causa dei focolai di contagio è una vergogna assoluta». Per la Bernini si tratta dell'«ultima spia del caos e dell'improvvisazione con cui il governo sta gestendo la fase due». E i parlamentari azzurri lucani Michele Casino e Giuseppe Moles pongono l'accento sui quattro Comuni zona rossa della Basilicata esclusi dal riparto: «Quelle risorse sarebbero state fondamentali per i nostri territori, per il rilancio delle aree più fortemente colpite dal lockdown».

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