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Ponte Milvio, dalla storia ai lucchetti Parte la «riconquista» di un simbolo

Una risoluzione del consiglio municipale per rilanciare pulizia, decoro e sicurezza nell’area intorno al monumento

Non sono solo i lucchetti «ispirati» dai fortunati libri di Federico Moccia a disturbare la quiete del vecchio e glorioso Ponte Milvio. Oberato dai simboli non esattamente gioiosi di chi sceglie una catena per promettersi eterno amore, il passaggio sul Tevere che fu teatro della battaglia tra Costantino e Massenzio nel 312 dopo Cristo è alle prese con molti altri problemi «moderni». E per tutelare la dignità e l’integrità di questo «grande vecchio» in muratura, il consiglio del XX Municipio ieri ha approvato all’unanimità una risoluzione che chiede al Campidoglio «interventi finalizzati a valorizzare sia Ponte Milvio sia l'area circostante». Una lista di «cose da fare» piuttosto dettagliata, che ha incassato il plauso degli assessori municipale ai Lavori pubblici e alla Cultura, Marco Daniele Clarke e Marco Perina, oltre che del capogruppo azzurro in XX, Dario Antoniozzi.
L’elenco dei «comandamenti» comincia con la rinnovata richiesta al XII dipartimento del Campidoglio di provvedere a risistemare il lastricato di sanpietrini nel piazzale di fronte alla torretta costruita nel 1805 dal Valadier. Ma si sottolinea anche l’esigenza di sostituire i paletti e gli archetti parapedonali attuali, di colore bianco e rosso, con «altri più adeguati al contesto architettonico circostante», sostituendo anche «le griglie verticali a protezione dei varchi di raccolta delle acque piovane». La richiesta successiva è diretta all’Ama: a fronte dell’attuale servizio da parte della spa comunale che prevede «pulizie a giorni alterni», il consiglio del XX chiede che la frequenza delle visite dei netturbini per ripulire il ponte divenga giornaliera, così come viene domandata una manutenzione «costante e attenta» del verde, delle aiuole e degli alberi al servizio giardini del Comune.
Inoltre, dopo aver segnalato «che la scorsa estate ha sostato per lungo tempo nelle immediate vicinanze della Torretta un camion adibito a rivendita di porchetta», i consiglieri municipali del XX si rivolgono all’VIII dipartimento del Campidoglio, che si occupa del commercio, di «non voler più autorizzare soste rotazionali (ambulanti, camion-bar) sul piazzale, e di ricollocare in altre zone quelle già rilasciate». Naturalmente, non manca la richiesta al locale comando dei vigili urbani di una più intensa presenza sul territorio, e il tema della sicurezza si intreccia a quello del decoro quando la risoluzione «bussa» alle porte di Veltroni, dell’Ama e dell’agenzia per la difesa del suolo perché vengano garantiti «adeguati e continuativi interventi di rimozione delle baracche e del materiale vario presenti sotto il ponte Milvio e nelle immediate vicinanze, al fine di assicurare condizioni di decoro e di rispetto dell’ambiente», parallelamente agli interventi «di natura sociale e di emergenza abitativa a favore di coloro che vivono nelle baracche».
E Ponte Milvio, assicura Antoniozzi, non è che il primo passo.

«Ha un valore storico inestimabile - spiega l’esponente azzurro - ma non è il solo a meritare attenzione. Proporrò di estendere l’iniziativa a tutti quei siti che necessitano tali interventi: Ponte Milvio sarà per noi dunque il punto di partenza di un’azione capillare su tutto il territorio».

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