Una postilla nascosta per pagare gli assessori che viaggiano in auto blu

Una postilla nascosta per pagare gli assessori che viaggiano in auto blu

(...) Tutto fatto con variazioni, errata corrige, commi e codicilli. In burocratese puro e in periodi semifestivi.
Per capire tutto occorre risalire a poco più di un anno fa. All’approvazione della Finanziaria 2009 della Regione, che finalmente introduceva un piccolo taglio alle spese per le auto blu. Quegli assessori e quei membri della presidenza del consiglio regionale che usavano la macchina di servizio con tanto di autista percepivano anche l’indennità mensile per gli spostamenti. Cioè viaggiavano gratis a spese della Regione e in più si facevano dare i soldi per i viaggi. La Finanziaria 2009, appunto, imponeva a partire dal gennaio 2010, che i fortunati rappresentanti istituzionali scarrozzati dall’autista rinunciassero almeno al 20 per cento dell’indennità, cioè di quella parte della paga mensile che viene versata sottoforma di «rimborso» e che corrisponde più o meno allo stipendio del consigliere regionale.
Insomma, chi non rinunciava all’auto blu, almeno un piccolo sconto alle casse pubbliche lo doveva concedere. Passa un anno, arriva anche una lettera del presidente Claudio Burlando che ribadisce ai suoi assessori la necessità di optare tra il privilegio o la riduzione dell’indennità. Poi arriva la fine del 2010: c’è da approvare la nuova Finanziaria. Sul testo della legge che viene pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Liguria non c’è traccia di novità a proposito delle auto blu. Quindi continua a essere valido il taglio del 20 per cento. Buon segno, in apparenza. Il fatto è che dopo pochi giorni, il 12 gennaio 2011, viene pubblicato un nuovo Bollettino ufficiale che, alla fine di tutti gli altri provvedimenti, riporta un apparentemente innocuo «avviso di rettifica». Niente di clamoroso, sembrerebbe. Tre righe in tutto, con riferimento a qualche postilla. Roba da legulei? Macché. «Nella legge regionale 29 dicembre 2010 n.23 (la Finanziaria appunto, ndr), pubblicata sul Bollettino ufficiale numero 18 del 29 dicembre 2010, parte I, l’articolo 15 reca il seguente comma: “Il comma 3 dell’articolo 4 della legge regionale 3/1987 e successive modifiche e integrazioni è abrogato».
Capito qualcosa? No? Il comma 3 dell’articolo 4 eccetera eccetera è quello che da circa un anno prevede il taglio del 20 per cento. Cioè con la rettifica del 12 gennaio si è ripristinato il massimo beneficio: auto blu più rimborso per chi viaggia gratis. C’è voluto un po’ di tempo per capire meglio il contenuto di quelle tre righine seminascoste. Ma ieri Radio Babboleo News ha fatto esplodere il caso. «Non ho nulla da nascondere, è vero, è stata rimessa l’indennità piena - conferma Gino Morgillo, vicepresidente del consiglio regionale per il Pdl, uno di coloro che hanno diritto all’auto blu - Quando è stata inserita la riduzione del 20 per cento, io l’ho accettata piuttosto che rinunciare all’auto. Questo perché non volevo mettere a rischio il posto di un autista. Da parte mia non ci sono problemi: l’auto ce l’ho, guidare non mi dà noia. Poi però non dite che si perdono posti di lavoro. Adesso tra gli assessori c’è chi vorrebbe ridursi volontariamente l’indennità, ma non si può. Non è un gioco. O tutti o nessuno».
Insomma, auto e indennità piena per tutti. Resta il fatto che, vista la scelta della Regione di rialzare subito i costi della politica, sarebbe stato forse più carino usare metodi più «puliti», di fare tutto alla luce del sole. Perché non inserire l’abrogazione del famoso comma 3 già nella Finanziaria? Forse perché in quel caso si sarebbe dovuto riportare per esteso il testo del comma da cancellare, rendendo così chiaro il fine? Certamente nell’avviso di rettifica inserito un paio di settimane dopo tutto questo non era altrettanto evidente. Almeno a chi lo leggeva nel suo linguaggio burocratico.

Infine, un’ultima constatazione. Anche tra tutti gli addetti ai lavori, tra i consiglieri e gli assessori di tutti gli schieramenti, nessuno ha chiesto conto dell’ennesimo aumento dei costi della politica. Nessuno ha denunciato la manovra.

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