Il guanto della sfida è stato lanciato un anno fa. Quando una serie di investitori privati Usa hanno puntato 12,5 milioni di dollari sul fatto che Powerset, società fondata a San Francisco da Gian Lorenzo Thione, informatico milanese di 28 anni, e due soci americani, Barney Pell e Steve Newcomb, riuscisse a costruire il motore di ricerca del futuro magari in grado di battere Google. Da qualche giorno la sfida non è più soltanto "virtuale", perché una versione sperimentale del nuovo motore è online (www.powerset.com) a disposizione di un selezionato numero di utenti. La novità di Powerset consiste nel basarsi sul linguaggio naturale anziché sulle parole chiave.
«L'indice del motore sperimentale è ristretto a Wikipedia e le funzioni disponibili sono UseCases e Powermouse. La prima comprende alcune decine di form nei quali gli utenti possono inserire le varie parole, scoprendo i tipi di ricerche che si possono compiere grazie all'analisi del testo - ha spiegato Thione - la seconda è una dimostrazione di quello che la nuova tecnologia fa quando cerca di estrarre informazioni direttamente dal linguaggio dei documenti analizzati. Per esempio digitando "uomo" e "cane" si scopre che gli uomini possiedono cani, amano i cani, allevano i cani e così via».
Il nome Powerset labs deriva dal fatto che è stato concepito come un laboratorio. «Gli utenti ricevono punti chiamati Karma points per le idee che inseriscono nel forum - rivela Thione -. I punti crescono quando altri votano i loro messaggi. In questo modo i navigatori sono più motivati a formulare proposte che possano generare interesse e noi possiamo decidere quali suggerimenti meritano di essere realizzati». Il motore di ricerca vero e proprio sarà lanciato nel 2008.
Powerset, il motore di ricerca pensa italiano
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