Preghiera sul marciapiede e polemiche

Da anni a Milano la preghiera del venerdì nella moschea di viale Jenner è al centro di dibattito. I fedeli islamici (che chiedono al comune nuove aree di preghiera) per questioni di spazio pregano sul marciapiede antistante, abitudine che provoca polemiche e reazioni da parte degli abitanti del quartiere. Fra pochi giorni inizierà il Ramadan, il mese sacro di digiuno per i musulmani, e la comunità sarà ospitata in un teatro cittadino per la preghiera. Gli abitanti del quartiere hanno comunque inviato un appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, perché sia lui stesso, in quanto «milanese» a risolvere il problema dello spostamento della moschea. Dopo l’intervento del ministro dell’Interno Roberto Maroni un anno fa, si sono susseguiti incontri fra i rappresentanti della Prefettura, Comune e Regione. Oggi, la comunità islamica non prega più sul marciapiede, ma al Palasharp. «Ma questo era il punto di partenza - dice Luca Tafuni, portavoce del Comitato Jenner-Farini -. Il traguardo sarebbe stato trovare una sede definitiva per ridare dignità alla città e alla comunità islamica».

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