A partire dall'inizio di questo mese è partita una sperimentazione dell'Inps che riguarda la procedura per ottenere l'invalidità civile. La riforma, introdotta dal Decreto Legislativo n. 62/2024 mira a semplificare drasticamente gli accertamenti relativi alla disabilità.
L'Inps ha avviato una prova, che dallo scorso primo marzo si è estesa a ben 40 province su tutto il territorio nazionale (nel gennaio 2025, con il primo avvio, le province pilota erano state Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Perugia, Frosinone, Salerno, Sassari e Trieste).
Oggi le nuove regole vengono adottate in più zone dello Stivale. Lo scopo è quello di mettere a disposizione una procedura più lineare e semplice per tutti. Il vecchio sistema, infatti, presentava troppe differenze a livello territoriale, specie per quanto concerne valutazioni e tempistiche. Grazie alla riforma, l'Inps diventa il solo ente ad occuparsi degli accertamenti, che non saranno più affidati alle commissioni locali. In aggiunta di ciò, il certificato medico introduttivo avrà valenza di domanda amministrativa. Non sarà dunque più necessario il doppio passaggio che prevedeva l'invio del certificato da parte del medico e poi la domanda presentata direttamente dal cittadino all'Inps. I passaggi saranno semplificati e volti a garantire una maggiore uniformità.
La riforma interessa non solo le prime domande di riconoscimento dell'invalidità, ma anche le revisioni dello stato di invalidità. Le nuove regole scattano per tutti coloro che presentano richiesta dopo il primo marzo. Chi ha fatto domanda prima, seguirà la vecchia procedura.
Si parte quindi con il certificato medico introduttivo, che di fatto fa partire l'intero nuovo iter. Il certificato inviato dal medico per via telematica dà origine alla pratica, aprendo da subito il procedimento. Viene quindi assegnato un numero di protocollo e l'Inps procederà alla convocazione del richiedente per la visita medico-legale. Solo i medici abilitati possono compilare il certificato da inviare all'ente. Nel documento vanno inserite le limitazioni funzionali causate dalla disabilità, le difficoltà incontrate nel quotidiano, il livello di autonomia, la diagnosi documentata e molto altro. Va inoltre specificato se si tratta di una prima domanda, di una revisione o della segnalazione di un aggravamento.
Durante la visita medico-legale si procederà con una valutazione multidisciplinare della disabilità.La sperimentazione dovrebbe andare avanti fino al 2027, quando la nuova procedura diventerà realtà in tutta la Nazione.