«Il principe raccomanda gli architetti amici» Indagata la Fondazione di Carlo d’Inghilterra

Il sospetto è che abbia raccomandato gli architetti amici, dopo aver ostacolato il lavoro dei loro colleghi sgraditi. Così il principe Carlo d’Inghilterra finisce nei guai per quegli eccessi di interventismo in tema di architettura che da tempo la stampa britannica gli rimprovera. E guai questa volta vogliono dire «indagine» delle autorità britanniche che regolano le attività delle organizzazioni senza fini di lucro.
Un’inchiesta è stata aperta dalle autorità britanniche che regolano le attività delle organizzazioni senza fini di lucro per verificare se i sospetti che pendono sulla Foundation for the Built Environment del principe sono concreti.
La Charity Commission si è mossa per capire se queste attività violino lo status di «charity» (organizzazione benefica senza fini di lucro), dopo che il quotidiano The Guardian ha denunciato l’indebita influenza del principe e della sua fondazione in alcuni importanti progetti, come nel caso delle ex caserme di Chelsea, progetto da un miliardo di dollari.
In quel caso, la Fondazione intervenne per raccomandare una rosa di architetti, dopo che Carlo in persona aveva protestato con i proprietari del sito, la famiglia reale del Qatar, per il progetto presentato dal celebre architetto Richard Rogers, troppo contemporaneo per i gusti dell’erede al trono, alfiere di un’architettura tradizionale britannica. Rogers, uno dei massimi architetti viventi, autore insieme a Renzo Piano del Beaubourg di Parigi, era stato successivamente estromesso, a detta dei costruttori proprio per le perplessità espresse dal principe di Galles. Cinque degli architetti della rosa dei dieci ora in corsa hanno stretti legami con la Fondazione di Carlo. E lo scorso mese, la Foundation for the Built Environment è di nuovo finita tra le polemiche quando ha fatto sapere la sua opinione sul valore architettonico su un’estensione di Kensington Palace durante l’approvazione del progetto da parte della municipalità di Kensington and Chelsea.
La Fondazione ha respinto l’accusa di aver fatto alcunché di improprio, ma Republic, gruppo che si batte per un capo di stato eletto in Gran Bretagna, ha accusato Carlo - che partecipa regolarmente alle riunioni della sua fondazione - di usare questa «charity» come «un’agenzia privata di lobbying».
Republic ha presentato un esposto formale contro queste attività di pressione indebita. La Charity Commission vuole ora sapere come funziona il processo decisionale, le sue attività a scopo educativo, i suoi rapporti con il Principe, dice il Guardian, che recentemente ha anche denunciato pressioni del gruppo per far cambiare il progetto per una struttura accanto alla cattedrale di St. Paul a Londra, del valore di 500 milioni di sterline.

Commenti

Grazie per il tuo commento