Prove vietate Regole così avrebbero impedito di scoprire Villeneuve

Non esistono, nella storia della Formula 1, vicende parallele a quella che stiamo vivendo oggi, con la necessità, da parte della Ferrari, di sostituire un pilota come Felipe Massa, gravemente infortunato, semplicemente a causa di due ragioni essenziali. La prima è che la Federazione internazionale del passato era un organismo prevalentemente sportivo, mentre l'attuale è un ente anti-sportivo e lucrativo. La seconda è che l'attività tecnico-agonistica, così come è stata via via regolamentata da questa stessa federazione, non consente più un passaggio immediato da una macchina all'altra, neppure al migliore dei piloti in attività, perché la guida è stata complicata dai numerosi pulsanti che conosciamo, pulsanti o comandi molto personalizzati, che variano sensibilmente anche a parità di funzioni. Così, in queste condizioni, la proibizione di un solo «test» non è contraria soltanto ai principali canoni sportivi, ma rappresenta una forte incoerenza o contraddizione con le regole create e va decisamente verso una grave mancanza di sicurezza.
Con le macchine di un tempo, un pilota passava immediatamente da un volante all'altro: addirittura nel corso di una gara, un inconveniente tecnico alla vettura della prima guida comportava l'arresto di quella di un compagno di marca qualunque, per la cessione del mezzo. È capitato perfino a Moss con Fangio. Da un gran premio all'altro, si poteva lanciare anche un esordiente, il quale sfruttava il primo turno di prove ufficiali per adattarsi al nuovo ruolo. Ciò si poteva fare ancora nel 1969, quando la Ferrari si è trovata a fine stagione in piena crisi tecnica. Chris Amon esentato. Tino Brambilla chiamato all'ultimo momento a Monza e subito messo fuori gioco. Ripiego finale su Pedro Rodriguez, alla vigilia: quartultimo in griglia, ma sesto nel Gp d'Italia. Nel regime attuale, ultima assurdità della Formula 1, incapace di distinguere fra sprechi e sacrosante esigenze, magari sull'innocua «pistarella» di casa, non sarebbe nata la stella dell'indimenticato Gilles Villeneuve, che ha debuttato proprio sul privato terreno di Fiorano. E, alla fine di quel «test», Enzo Ferrari mi disse: «Diventerà un grande guidatore, perché ha dimostrato di saper dosare bene l'acceleratore, al suo primo contatto con un motore così potente». Senza prove private, l'intera storia sarebbe da riscrivere.

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