La Val di Fiemme ha due anime, intrecciate come i sentieri innevati che disegnano le sue montagne: da una parte il brio del divertimento, dall'altra l'impegno silenzioso e instancabile dei suoi cittadini. Durante le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, questa doppia anima salterà fuori e si farà percepire in ogni momento della manifestazione e in ogni angolo della valle, tra la vitalità frizzante di eventi, concerti, DJ set in piazza e spettacoli e la generosa disponibilità dei volontari che ogni giorno si faranno in quattro per far sì che tutto vada al meglio.
Ecco che Cavalese, Tesero e Predazzo sono pronte ad accogliere artisti, cantanti, musiciste, DJ e orchestre per trasformarsi in palcoscenici aperti. Attesi a Cavalese da Max Gazzè a Nina Zilli, dall'Orchestra Haydn e l'Alter Echo String Quartet. Mentre Tesero celebrerà la tradizione musicale con i cori della valle, Le Ganes e spettacoli di danza. In contemporanea le piazze diventeranno luoghi di incontro, con feste, maxischermi e serate dedicate a famiglie, giovani e bambini. E, poi, le mostre, dalla Grande Guerra e l'alpinismo contemporaneo alle stelle dell'arte inclusiva, completeranno il quadro di intrattenimento culturale e festoso, rendendo la Val di Fiemme un'esperienza multisensoriale, tra suoni, immagini e movimento. Dietro al ritmo frenetico dei concerti e alla luce dei riflettori, è pronto ad andare in scena un altro spettacolo, più discreto ma altrettanto potente: quello dei volontari. "Il volontariato in Val di Fiemme è nel DNA delle persone" esordisce Giuliano Vaia, 86 anni di Tesero, ex comandante dei pompieri, memoria storica degli eventi nordici, e più anziano dei volontari della valle nel corso delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Quest'inverno avrà il compito di "coordinare circa 60 persone lungo il tracciato. Un ruolo impegnativo, ma io, come tutti, lo portiamo avanti con disponibilità e passione. Ai giovani dico di buttarsi con coraggio". Proprio come ha fatto Teresa Giacomelli, 24 anni, di Predazzo, che durante i Giochi si dedicherà agli accrediti.
È una delle più giovani tra tutti i volontari e non vede l'ora di iniziare, di scendere in campo. "Una parola per descrivere l'emozione di essere volontaria? Energia.
Voglio vivere le Olimpiadi con adrenalina e passione, portarmi a casa emozioni e, chissà, incontrare atleti che seguo da sempre. La Val di Fiemme è casa mia, ospitare le Olimpiadi qui è un'occasione straordinaria" afferma Teresa, con gli occhi che scintillano di luce e il volto che si accende in un sorriso.