Pub, discoteche, teatri e cabaret: così si divertono gli «okkupanti»

Okkupazioni abusive, terza puntata. In città non si contano più. Tre-quattro in media per municipio. In tutto 60-70 situazioni di illegalità alla luce del sole. I conti li ha fatti la commissione sicurezza del Comune, che ha elaborato un dossier. Un lavoro certosino. Stabili, stazioni ferroviarie, locali privati, ex scuole. Le sigle okkupanti cambiano di volta in volta: comitati di lotta per la casa, Sans Papiers, Dac, Action. «Ma sono sempre le stesse persone che girano per Roma e okkupano - spiega il presidente della commissione, Fabrizio Santori -. Dietro c’è un disegno politico. Quello di impossessarsi di locali e metterci dentro della gente, per la maggior parte immigrati senza permesso di soggiorno. Sono persone molto esperte, che con la scusa dell’emergenza abitativa fanno politica e acquistano un potere di contrattazione verso il Comune. Questo gioco deve finire!».
Nel VI municipio spicca il caso dell’ex scuola superiore Giorgi (tecnico industriale), in via Sorel, 10, di proprietà della Provincia di Roma. Sulla carta è occupato (autunno 2001) dal centro sociale, - loro si chiamano associazione culturale, - Kollatino Underground e da famiglie di senzatetto. In realtà basta andare sul sito http://www.metropolino.com/kollatino-underground/ per scoprire delle cosette interessanti. Kollatino underground, via Sorel, 10, è stabilmente inserito fra le discoteche e i locali notturni di Roma. E figura sull’Agenda della Notte 2009. «Teatro, teatro, teatro... - si legge sul sito - il Kollatino si è ormai guadagnato la fama di valido approdo per compagnie di teatro, non solo nazionali ma sparse in tutto il mondo, e non solo nel bellissimo teatro all’interno della location, ma anche nell’organizzazione di manifestazioni esterne». E poi l’elenco delle attività: cinema, cabaret, musica, dj set, mostre, spazio bar. Non manca nulla. Il 3 aprile 2009 si è esibita la dj romana Hydra, volto emergente dello spettacolo underground. Ingresso 5-7 euro, a seconda dell’ora. Imposte pagate, bollo Siae? Autorizzazioni varie, bolli e timbri delle autorità? A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si prende...
E il VI Municipio? Al solito, si barcamena. «I locali sono okkupati abusivamente, su questo non ci piove - spiega il consigliere Mauro Corsi, Fi-Pdl - il Municipio ha deciso con un odg di destinare l’edificio ad attività sociale istituzionale: asilo nido, centro anziani, scuola, biblioteca». Ma tutto resta come prima. Dentro via Sorel lo spazio è diviso in due. Al piano terra il Kollatino, il teatro, la musica. Al secondo piano i senzatetto. «Ma vivono in stato di assoluto degrado - replica Corsi - Per cucinare usano bombole a gas, fornelletti. Mancano le minime condizioni di sicurezza e anche igieniche. Non si può andare avanti così».
Nel VI municipio, si legge sul dossier Santori, insistono altre due okkupazioni. Quella in via Giovanni Battista Valente, con alcuni negozi di proprietà del Comune trasformati in alloggio di fortuna. E quella in via Argentina Altobelli, 32, stabile pure comunale, dove a gennaio 2009 sono arrivati i Blocchi precari metropolitani, ennesima sigla degli antagonisti di estrema sinistra. Qui i collettivi hanno scaricato, come pacchi postali, i senzatetto - una ventina di famiglie - reduci da una okkupazione a Vigne Nuove e temporaneamente sfollati all’Horus. In attesa del prossimo round.
3. continua

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