Uno sperone roccioso. Il borgo marinaro con le case bianche strette le une alle altre a formare una specie di candido carapace per meglio difendersi dai nemici provenienti dal mare. Sotto, la costa settentrionale della penisola del Gargano, in Puglia, oasi protetta, su cui sventola la «Bandiera Blu d'Europa» con le «Quattro Vele» di Legambiente, simboli di purezza ed eccellenza. Davanti, a 20 miglia, le Isole Tremiti, parco marino incontaminato. Alle spalle, oliveti e agrumeti, eredità della dominazione araba, che resero celebre oltreoceano Rodi Garganico già nell'Ottocento. Da qui partivano per l'America i bastimenti colmi di limoni e arance dal profumo inconfondibile. Nello stesso punto oggi sorge il nuovissimo marina, un porto turistico molto atteso e costruito in solo due anni grazie alla volontà dei rodiani e del loro Sindaco Carmine D'Anelli e alla quasi centenaria esperienza dell'Impresa Pietro Cidonio S.p.A. (1918) di Roma. É un raro esempio di perfetta integrazione con il borgo antico, un'appendice naturale che invoglia, diportisti e non, a passeggiare tra case bianche adibite a negozi e servizi, tra banchine, gommoni, yacht e vele dagli 8 ai 40 m per un massimo di 316 barche. Progettazione e realizzazione hanno seguito criteri di architettura ecosostenibile sia nei materiali che nelle innovazioni tecnologiche. Dotato di ogni servizio nautico (c'è perfino l'eliporto), il marina propone a tutti l'elegante Yachting Club con lounge bar, ristorante gourmet, e poi gelaterie, pizzerie, enoteca
Il porto è la base perfetta per chi naviga lungo le coste o spicca il balzo fino in Croazia o Grecia, a 90 miglia. (www.marinadirodigarganico.it, tel. 0884.965294).
Il borgo si visita passeggiando per vicoli e piazzette, sotto il castello aragonese, lungo il quartiere del «vuccolo», da dove le donne erano solite chiamare (vucculare) gli uomini intenti sulle reti. Da Coppa Rossa si acquista un olio tra i migliori d'Italia, le fave di Carpino, i limoni «femminello», le arance «bionda» e «duretta» in stagione e manufatti tipici come i cache-pot in legno d'ulivo. Il campanile di S. Nicola, già torre di avvistamento, svetta con i suoi 20 m e termina con una cupola in stile gotico. La chiesa di S. Pietro è la più antica, inglobata con l'ex chiostro nelle abitazioni dello slargo antistante. In un palazzo settecentesco, ecco l'Enopolio, dove si va fino a tarda notte per bere un buon vino pugliese - Nero di Troia, Negroamaro o Primitivo - accompagnato da un tagliere di salumi o formaggi locali e dal paposcio, panino caldo fatto con l'impasto della pizza e farcito. Si dorme a Villa Vittoria, dimora del '700, ora b&b ristrutturato, 16 camere comode e semplici con una vista impagabile sulla costa e terrazze tra uliveti e fiori (da 39 a 80 euro a persona, www.albergovillavittoria.it, tel. 0884.965630).
Chi non ha la barca, può traghettare (tel. 0884.965343) in meno di 2 ore fino alle Tremiti o noleggiare un natante (tel. 339.4758441). Riserva marina appartenente al Parco nazionale del Gargano (www.parcogargano.it), l'arcipelago, detto anche delle Diomedee, si compone di tre isole principali. Capraia è disabitata e ricoperta di lentisco e capperi. San Nicola è il centro storico dominato dal monastero-fortezza del IX secolo, che conserva una croce lignea alta più di 3 m. Sulla scogliera, il ristorante L'Architiello (tel. 0882.463054): piatti di pesce locale. San Domino è l'isola maggiore, una costa frastagliatissima: archi naturali di roccia, cale e fenditure. Ecco la grotta del Bue Marino, e quella di Rondinelle, del Sale, delle Viole
Cristallina l'acqua.
Navigando lungo la costa del Gargano, da Rodi a Pugnochiuso, faraglioni, insenature, spiagge e ancora grotte scorrono come un film. La sbrigliata fantasia meridionale si esprime nei nomi: grotta Campana per la sua forma, alta 47 m; dei Contrabbandieri, a doppio cunicolo per un'eventuale via di fuga; delle Rondini; Sfondata, priva della parte superiore; dei Due Occhi, per altrettante fenditure; delle Sirene; dei Pomodori perché alle pareti si abbarbicano molluschi rossi.
PUGLIA
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