Pupi Avati: George Clooney? come regista non lo considero

da Roma

«George Clooney? Nel suo ruolo di regista lo considero un perfetto sconosciuto. Di conseguenza non sono curioso di vedere il suo film in concorso a Venezia. Mi auguro semplicemente che sia meno interessante del mio». Pupi Avati anticipa uno dei temi del prossimo festival di Venezia. Lo fa dal palcoscenico del Premio Charlot di Paestum (Salerno) consegnatogli per il suo film Quando arrivano le ragazze. Avati ha svelato alcuni particolari del suo nuovo lavoro La seconda notte di nozze, che alcuni già danno come possibile Leone d'Oro, nonostante la presenza di colossi americani (tra i quali proprio il film di Clooney Goodnight and Good Luck): «La seconda notte di nozze - ha detto Avati - appartiene al filone grottesco, comico. Contiene in sé un’affascinante sfida. Tra i protagonisti ho fortemente voluto Katia Ricciarelli nel ruolo della madre di un ragazzo interpretato magistralmente da Neri Marcorè. Sul set è stata una autentica sorpresa. Semplicità, entusiasmo, la sua infinita voglia di dimostrare, ma soprattutto di imparare il nuovo mestiere dell’attrice mi hanno conquistato. La sua è stata una interpretazione degna dei maggiori palcoscenici internazionali». La genesi di una scelta certamente originale è particolare: «Dovevamo scegliere l’attrice giusta per il ruolo-chiave di questa donna sessantenne - ha raccontato ancora Avati -. Nessuna delle possibili candidate, però, mostrava di avere contemporaneamente tutti i requisiti necessari. Decisi allora di uscire dalla cerchia di attrici già affermate, alla Sandrelli per intenderci, e iniziai a valutare le interpreti di altri ambiti artistici. Alla Ricciarelli arrivai d’improvviso, quasi casualmente: fu un’intuizione. Ricordo che al tavolo di discussione, quando io e mio fratello Antonio portammo il nome di Katia, fummo accolti dallo scetticismo generale: tutti risero, quasi che fosse stata manifestata la volontà di profanare un ambito sacro, che una grandissima interprete della lirica non avrebbe mai potuto ottenere ugual successo nel cinema. Venti contro due: allora decisi che quella sarebbe stata la scelta definitiva».

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