Quando Mike a Rapallo trascinò tutto il suo pubblico

(...) gremito, il pubblico si accalcava lungo le scalinate laterali. Mike arrivò puntualissimo accompagnato dalla moglie Daniela e da Nicolò; appena sceso dall'auto indossò una giacca azzurra che metteva in risalto i suoi occhi ancora così limpidi e giovani. Era abbronzato, sorridente e felice come un ragazzo per la festa che avevamo organizzato in suo onore. Marco Colla e l'onorevole Gabriella Mondello, anche lei ex concorrente di un gioco televisivo condotto da Mike, abbracciarono il presentatore che li ricambiò con evidente commozione. Mi colpì molto la semplicità di colui che è stato definito il «padre della televisione», la sua sincera gratitudine per l'affetto che lo circondava. Avevo preparato un breve discorso di benvenuto: volevo dirgli che gli ero riconoscente per aver accettato il nostro invito. In realtà dalla bocca mi uscì solo un balbettio incomprensibile.
Guido Martinelli, che aveva il compito di condurre la serata, si ritrovò in realtà ad arginare l'enorme piena di parole dei racconti di Mike: era inarrestabile! Trascinò tutti noi con un entusiasmo impensabile per un uomo della sua età.
Dopo la consegna del premio andammo a cena in un locale sul lungomare. Ricordo che con Nicolò ed Emanuele parlammo di tanti progetti ma io non ne rammento più neppure uno. Ogni tanto guardavo Mike, che assaporava con gusto le specialità liguri che aveva chiesto e cercavo di fissare nella mia mente quel momento che, sapevo, avrei ricordato per tutta la vita. Ogni tanto mi tornavano alla mente le parole che non ero riuscita a dirgli sul palcoscenico e che ora mi sembrano formali e vuote. Credo che lui avrebbe apprezzato un semplice «Ciao Mike. Grazie».