«Quartieri dell’arte»: un festival nella Tuscia

Torna dal 5 settembre al 10 ottobre la tredicesima edizione del festival «Quartieri dell’Arte», che si svolgerà a Viterbo, Caprarola, Tuscania e Ronciglione. Fedele alle sue caratteristiche, si impernia sul rapporto fra il teatro e altri campi artistici e culturali analizzando i diversi sistemi che di volta in volta vengono applicati per la realizzazione dei progetti destinati alla scena. Altra caratteristica del festival è la scoperta di nuovi autori dello scenario internazionale, attenzione che in passato ha dato non poche favorevoli sorprese. Quest’anno tocca allo spagnolo Juan Mayorga del quale verrà rappresentato, in anteprima assoluta, Se sapessi cantare mi salverei. Mayorga è commediografo più volte premiato e rappresentato ovunque, conosciuto in tutta Europa. In Italia è stato divulgato dalla pubblicazione di suoi testi a cura di Ubulibri.
Nei titoli della rassegna molta drammaturgia contemporanea con Tentazione di Carles Battle e Sotterraneo di Josep Maria Benet. Non manca la drammaturgia italiana con due testi di Tiziano Scarpa ( recente vincitore del Premio Strega), Gli straccioni e Il professor Manganelli e l’ingegner Gadda. Inoltre, sempre per la drammaturgia italiana, il debutto di una nuova opera di Gian Maria Cervo, fondatore e direttore artistico di Quartieri dell’Arte, dal titolo L’uomo più crudele.
«Alcune delle opere che si vedranno - precisano gli organizzatori - esplorano i confini con la stand-up comedy, il cinema, le arti visive, la performance artistica, e le interazioni con la danza. Tutte esperienze care al teatro del nostro tempo sulle quali si cerca di andare a fondo alla luce delle più recenti esperienze». A detta ancora degli organizzatori, «si tratta di prime mondiali e di eventi esclusivi che fanno del festival una rassegna piena di proposte interessanti, oltre che per il pubblico, per gli operatori teatrali italiani invitati ad avere la massima considerazione sulle evoluzioni del teatro di oggi secondo quanto accade al mondo estero che da noi viene di solito tenuto a distanza per carenza di informazioni ma che Quartieri d’Arte cerca invece di rendere il più vicino possibile».

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