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Quei poveri bambini precipitati sull'isola dove governa il male

Il romanzo capolavoro di William Golding diventa una serie che non dà mai tregua

Quei poveri bambini precipitati sull'isola dove governa il male
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All'inizio ci sono gli occhi e gli occhiali di questo ragazzino pingue ma dall'aria furba, quasi un Winston Churchill in miniatura, che si sveglia in mezzo alla giungla assurdamente vestito nella sua divisa scolastica. Quando si rialza e inizia a camminare nel mezzo di un nulla verde tormentato dagli insetti. Come fosse stato proiettato all'indietro all'origine della razza umana. Inizia così Il signore delle mosche attesissimo primo adattamento televisivo in quattro episodi, dell'omonimo e disturbante romanzo del 1954 (in Italia edito da Mondadori) scritto da premio Nobel William Golding (1911-93). La serie, presentata ieri in anteprima mondiale alla 76esima berlinale, arriverà in Italia in esclusiva su Sky e in streaming su NOW: due episodi alla settimana, il 22 febbraio e il primo marzo, su Sky Atlantic.

Si potrebbe dire che del romanzo di Golding è un'edizione filologica. Sia per il sostanziale rispetto delle coordinate spazio temporali, un aeroplano britannico caduto in tempo di guerra durante un'evacuazione di scolari, sia per la scelta di mantenere la maggior parte degli episodi salienti che caratterizzano la trama. Ma il rispetto verso l'opera dello scrittore britannico non è semplicemente formale e si manifesta anche nelle cose che sono state modificate o per sottrazione o per aggiunta. La serie lavora costantemente per raccontare lo sgretolarsi della condizione di innocenza di questi ragazzini che d'improvviso si ritrovano padroni della propria vita in un ambiente ostile. Indaga, anche grazie ad una colonna sonora e inquadrature del mondo animale quasi di piglio documentaristico, i passaggi psicologici che portano da una presunzione di civiltà verso la barbarie e il governo del più forte. La cosa non stupisce perché lo sceneggiatore è Jack Thorne, che ha creato un capolavoro sulla violenza del mondo giovanile come Adolescence e il regista è Marc Munden. Ognuno dei quattro episodi prende il nome da un personaggio centrale della storia - Piggy, Jack, Ralph e Simon Jack - offrendo una prospettiva di volta in volta leggermente diversa sulla condizione collettiva dei ragazzi e sul modo in cui affrontano la loro situazione.

Un procedimento narrativo caro alla narrativa televisiva di Jack Torn che in questo caso è reso efficacissimo da un cast di oltre 30 giovanissimi attori di talento eccezionale, vista anche la durezza della storia a cui vanno a dare corpo e volto. Spiccano Winston Sawyers nel ruolo di Ralph, Lox Pratt nel ruolo di Jack, Ike Talbut nel ruolo di Simon e soprattutto David McKenna nel difficilissimo ruolo di Piggy, tutto sull'orlo della fragilità fisica legata ad una spiccatissima intelligenza che però fatica a convivere con le intemperanze di un gruppo di ragazzini che venera la forza e vuole sicurezza.

Quanto alla trama - se il romanzo di Golding vi fosse passato per le mani troppi anni fa o incredibilmente vi fosse proprio sfuggito dai radar - ecco quello che vi possiamo dire senza rovinare la visione. Come dicevamo la prima puntata inizia raccontando l'isola a partire dalla prospettiva del ragazzino bollato con l'odioso soprannome di Piggy. Sua l'idea di provare a riunire tutti i superstiti utilizzando una conchiglia come un'improvvisata tromba. Sepolto sotto il suo peso in eccesso, la sua asma e i suoi occhialetti tondi c'è un cervello che sforna soluzioni ben pensate per la sopravvivenza. Soprattutto quella dei bambini più piccoli e fragili. Tutt'altro carisma quello di Jack, il capo dei ragazzi del coro, che sono tutti più grandi. Bello alto, forte, esteriormente molto sicuro di sè. tra i due è immediatamente scontro, una tensione tra polarità esistenziali che all'inizio viene mediata da Ralph che grazie a Piggy viene nominato capo del gruppo e che decide di riportare sempre all'assemblea.

Ma è un equilibrio veramente fragile che l'isola inizierà ad erodere rapidamente. I più piccoli covano oscure irrazionali paure che pian piano vengono trasmesse ai più grandi... Il gruppo dei coristi si trasforma in cacciatori e la fascinazione della violenza e della caccia ha i suoi effetti. Nessuno vuole fare le cose utili e noiose come la costruzione dei rifugi. Anche l'idea del creare un grande fuoco di segnalazione per chiedere aiuto sfugge terribilmente di mano...

Golding, che era stato anche un insegnante, tratteggiò nel pieno degli anni Cinquanta una splendida narrazione della perdita dell'innocenza.

La serie cambiando pochissimo l'attualizza per renderla percepibile a noi oggi. Lo fa con una narrazione che, a tratti, può apparire lenta ma che ha un carico di angoscia e di riflessione che, come una corrente densa e irresistibile, trascina e mozza il fiato.

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