QUELL’ AMICIZIA FORMATO GIGANTE

Lo so. Rischiamo di essere ripetitivi. Ma, di fronte all’affetto, alle critiche costruttive, ai buffetti amichevoli, ai complimenti talmente dolci da far rischiare una crisi dibaetica, meglio essere ripetitivi che silenziosi.
Nei giorni scorsi, il nostro Ferruccio Repetti ha già viaggiato attraverso lettere, mail, telefonate e pareri sulla nuova grafica e sul nuovo formato del Giornale in salsa ligure. Oltre che, ovviamente, sui contenuti e sulle nostre mancanze, che ci sono, e a cui cercheremo sempre più di rimediare. Se dovessi dare i numeri - più del solito, intendo - direi che i favorevoli alla nuova veste grafica vincono sui contrari settanta a trenta. Ottima percentuale, se si considera che le riforme grafiche, generalmente sono assorbite dai lettori affezionati dopo un naturale periodo di assestamento visivo e non immediatamente.
Come dire? Per ora, ci è andata bene. Anche se l’impresa non è ancora portata a termine. Ieri, ad esempio, quando ha suonato il postino, fra le lettere, c’era una cartolina di Serafino Ferrando, un nostro affezionato lettore che, insieme ai saluti da Venezia, ci diceva: «Però il vecchio formato era meglio». Perfettamente speculare a Giulio Gennaro che, contemporaneamente, via e-mail ci informava che il formato gli piace assai.
Insomma, è la vita. Non si può mettere d’accordo tutti su tutto. Quello che è certo è che, un po’ alla volta, cercheremo di rimediare a quello che ancora non va: le fotografie spesso sfuocate, che dipendono da problemi nelle lastre tipografiche su cui i tecnici della redazione centrale di Milano stanno lavorando alacremente; alcuni titoli poco visibili o sfuocati anch’essi, per i quali i tipografi sono già nelle sale d’attesa dei medici di base e degli specialisti della grafica; i caratteri, che abbiamo ingrandito anche per venire incontro alle esigenze dei nostri lettori più anziani che ci chiedevano di risparmiare i loro occhi e i loro occhiali.
Quello a cui dovete abituarvi, invece, è il dorso ligure in mezzo all’edizione nazionale. In molti ci avete chiamato per dire che preferivate la soluzione precedente - quando il Giornale di Genova e Riviere era in fondo ai fogli del Giornale padre, come il più gustoso dei dessert - rispetto a ora che sta in mezzo, come il più farcito dei sandwich. Questa scelta non è una scelta. E’ un’esigenza di rotativa e quindi bisogna adeguarsi. Ai vedovi inconsolabili del dorso separato, posso dare un solo consiglio: staccatelo da soli.
Il resto, lo sapete, sono i contenuti. E quelli restano uguali: in bianco e nero e a colori. Ma mai rossi.