Quella storia di ricatti filmati a luci rosse e una scia di violenze

Con la morte di Roberta diventa sempre più intricata la vicenda che ha visto Piero Marrazzo al centro di un ricatto organizzato da un gruppo di carabinieri. Ecco i protagonisti dell’affaire.
Brenda. Il trans brasiliano trovato morto il 20 novembre in un appartamento e tirato in ballo nella vicenda Marrazzo da un altro viado, Natalì. Era solito frequentare l’ex presidente della Regione Lazio. Lo stesso Marrazzo ammise «di aver avuto incontri con un certo Brenda». La notte dell’8 novembre Brenda finì in ospedale per essere stato coinvolto in una rissa. Denunciò di essere stato derubato di borsa e cellulare. Era amico di Cafasso.
Roberta. Il trans trovato impiccato in casa giovedì a Tor di Quinto. Per l’autopsia si è trattato di un suicidio. Aveva avuto a che fare con i militari coinvolti nel caso Marrazzo.
Natalì. È il trans brasiliano ritratto nel video con Marrazzo la sera del blitz dei carabinieri in via Gradoli. Marrazzo ammise incontri con Natalì.
Gianguerino Cafasso. Lo spacciatore indicato da uno dei carabinieri arrestati come «confidente» è morto a settembre per arresto cardiaco in un hotel sulla Salaria. Cafasso, legato a un trans di nome Jennifer, che era presente al momento della sua morte, era molto conosciuto negli ambienti dei viados di via Gradoli. Secondo i carabinieri sarebbe stato Cafasso nei primi giorni di luglio a segnalare la presenza di un festino nell’appartamento di Natalì. La sua morte fu prima attribuita ad una overdose, ma in seguito ad accertamenti la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio.
I carabinieri infedeli. Luciano Simeone e Carlo Tagliente sono ai domiciliari. Nicola Testini è l’unico ancora in carcere perché accusato anche dell’omicidio di Cafasso. Antonio Tamburrino è in libertà. Sono indagati a vario titolo di estorsione, violazione della privacy e violazione di domicilio.

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