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Quell'"Uomo dei sogni" tra supereroi e incubi

La storia di un fumettista con disturbi del sonno. Ricordando l'onirico di Strindberg e Pirandello

Quell'"Uomo dei sogni" tra supereroi e incubi

Il teatro ha fatto spesso ricorso all'onirico, basterebbe ricordare Il sogno di Strindberg o Sogno, ma forse no, di Pirandello, per capire in che modo il suo rapporto con la realtà si esprima in forma dialettica. Il protagonista di questo Uomo dei sogni, scritto e diretto da Giampiero Rappa, in scena al Franco Parenti da martedì al 1 marzo, è un fumettista molto noto, autore di storie che hanno a che fare con super eroi, cioè con la dimensione narrativa che fa sognare il lettore.

Accade anche agli artisti di sognare e di entrare in depressione quando i sogni non si avverano, tanto da essere costretti a terapie che, nel breve tempo, non possono risolvere nulla. Giovanni, il fumettista, soffre di parasonnie che gli procurano comportamenti anomali durante il sonno. A volte somigliano a incubi, altre a dissociazioni cognitive che generano stress, risvegli confusionali, esperienze disturbanti, anche per chi gli sta vicino. Giampiero Rappa ha costruito una commedia che alterna la vita reale con quella irreale dell'artista, capace di creare un mondo immaginario nel quale si muovono tanti personaggi. Alcuni dei quali rimangono fuori, perché considerati in esubero e pirandellianamente si presentano nei suoi sogni, chiedendo di voler vivere. Hanno nomi strani: l'uomo bianco, l'uomo nero, l'uomo cane, l'uomo in grigio, tutti si lamentano perché è stato proibito loro di far parte delle storie inventate da Giovanni. Giampiero Rappa ha trasformato la dimensione onirica in elemento drammaturgico, tanto che i suoi incontri con gli altri sono relativi alle sue fantasticherie e al suo immaginario, a volte paradossale e generato dal trauma che trasforma, in prolungati incubi, le condizioni della sua vita reale. Sappiamo che è vedovo, che la figlia lavora come montatrice cinematografica in Nuova Zelanda, assistiamo ai loro incontri ora in casa, ora in video, dove lei si mostra molto preoccupata e lui cerca di rassicurarla dicendo che va da un bravo psichiatra.

Non è chiaro, però, se lo psichiatra sia vero o se sia il prodotto di una sua visione che coinciderebbe con quella di Guido, suo socio e compagno di lavoro che forse ha contribuito alla sua depressione. Tutto dipende dalla "sostanza di cui sono fatti i sogni", direbbe Shakespeare.

Si diceva che il sogno non rinuncia a certi paradossi, come quelli di coloro che si definiscono "creatori di sogni", i quali si lamentano di lavorare gratis, cioè di non percepire nulla per un lavoro così logorante, tanto che hanno deciso di creare un sindacato che possa tutelarli. Nicola Pannelli interpreta Giovanni; con lui sulla scena: Elisabetta Mazzullo, Giampiero Rappa, Lisa Galantini.

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