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ll sondaggio post-referendum sbugiarda la sinistra, la Meloni sta bene e Pizzaballa: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: il decreto sui social, il caso Ilaria Salis e lo sdegno per il cardinale

ll sondaggio post-referendum sbugiarda la sinistra, la Meloni sta bene e Pizzaballa: quindi, oggi…

- Il cosiddetto ddl Social punta a regolare l’utilizzo dei social network nei ragazzini sotto una certa età. “La sicurezza dei nostri giovani e la loro salute deve venire prima della privacy”, dice il ministro Valditara. Allora, io sono d’accordo con voi sul rischio potenziale dei social. Però, dico però, pensate che i film violenti non siano pericolosi allo stesso modo? E le serie tv stracariche di scene di ammazzamenti vari? Certo: impediamo ai minori di 14 anni di andare a vedere certe pellicole al cinema, però su tutto quello che va in tv o sulle piattaforme, fatto salvo l’orario, ci affidiamo al buon cuore delle famiglie. Ecco. Allora forse il vero problema non è tanto o non solo la pericolosità intrinseca dei social, ma il fatto che le famiglie non siano in grado di vietarli ai loro figli prima di una certa età. E quindi ci aspettiamo che sia Mamma Stato a imporre un divieto che invece dovrebbero essere gli adulti a delimitare.

- Voglio difendere Ilaria Salis. Non fraintendetemi, ma trovo poco utile attaccarla per la presenza nella sua stanza (così pare) di Ivan Bonnin. Fatti suoi. Se Bonnin è stato condannato e ha pagato la sua pena, faccia il lavoro che vuole. Se invece hanno violato qualche regola del Parlamento Ue, che si dimetta e tanti saluti. Il punto vero è che Ilaria Salis s’è inventata un “regime” italiano quando non esiste, ha denunciato chissà quale perquisizione preventiva quando non c’era, ha accusato il governo di Roma quando doveva guardare a Berlino. Puntiamo a questo.

- In ogni caso, la sparata di Ilaria Salis sul regime è ovviamente senza senso. Totalmente. Il regime è quello di Cuba, che lei è andata a difendere. Non il Belpaese. E la faccenda pare molto più semplice di quella che Avs ha raccontato (sì: la balla della “perquisizione” se la sono inventata loro in quel primo comunicato stampa). La verità è che se uno Stato estero Ue ci chiede di controllare una persona che potrebbe risultare pericolosa, i nostri agenti devono farlo. E lo fanno verificando di persona quale “Ilaria Salis” (possono esistere omonimi) ci sia in quella stanza che i tedeschi stanno cercando. Punto. Quando scoprono che quella “Ilaria Salis” è l’”Ilaria Salis” dell’Europarlamento, se ne vanno. Fine. E tanti saluti.

- Signori miei, vi ricordo che la prevenzione serve a questo: impedire che un malvivente possa nuocere ai cittadini. Mi auguro, e spero, che se Berlino un giorno ci segnala la presenza di un terrorista jihadista in hotel a Roma gli agenti vadano a controllare e non si facciano frenare dal “caso Salis”.

- Altra cosetta. Salis ha detto in un post di essere stata svegliata “all’alba”. Poi a voce ha spiegato che erano le 7.30. Ora, magari dormiva e va bene. Però a Roma quel giorno l’alba era alle 5.58 o giù di lì. E il modo di dire “all’alba” lo si può usare per quei lavoratori, gli operai difesi da Avs, che si alzano alle 5 per andare al lavoro. Non per chi se ne sta in hotel di sabato e l’unica fatica che deve affrontare è una sfilata chiamata manifestazione. Suvvia.

- Sul cardinal Pizzaballa mi esprimo in ritardo, ma mi esprimo. È brutto vietare a un prete di entrare in chiesa? Sì, lo è. Ma lo era anche impedire ai fedeli di andare a messa durante il Covid. In fondo, il discorso è simile. Israele usa la scusa dei bombardamenti iraniani per impedire a tutti l’accesso ai luoghi sacri senza rifugi anti-missile; e i Dpcm impedivano ai fedeli di scegliere se rischiare di ammalarsi o pregare Dio. Non ho sentito simili proteste al tempo da chi oggi si erge a protettore della fede.

- Oggi l’unica notizia che vale davvero la pena leggere è il sondaggio del Tg di La7, realizzato da Swg. È il primo post referendum. Beh, sapete il “disastro” politico del referendum quanto ha ridotto le percentuali di FdI? Nulla. Nulla. Zero. 29,5% era il 23 marzo, quando ancora il risultato elettorale non era chiaro, e 29,5% resta oggi. Il Pd cresce, di poco. Il M5S di nulla. Forza Italia e Lega restano di fatto invariati. Alla faccia del “crollo” paventato sui media.

- Ah, vi ricordo che alle

elezioni, nel 2022, FdI prese il 26%. Quindi il partito della premier dopo quattro anni di governo, e i presunti disastri che secondo alcuni avrebbe compiuto, ha guadagnato il 3%. A me sembra un buon risultato, non pessimo… No?

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